Per la giustizia italiana è latitante. Dal primo agosto scorso su di lui pende infatti un mandato d’arresto in carcere che la Guardia di Finanza di Brescia non è però riuscita ad eseguire. Perché Lanfranco Cirillo, il 63enne conosciuto come l’architetto di Putin, per i legami professionali con il leader russo e con altri 44 oligarghi, è a Mosca e non è più tornato in Italia. «Non si è mai sottratto. È stato interrogato due volte dal pubblico ministero e ha chiesto lui stesso un terzo interrogatorio. Poi ha ripreso la sua vita, è residente a Mosca da 20 anni dove lavora. Per questo chiederemo l’annullamento del decreto di latitanza» annuncia il suo legale, l’avvocato Stefano Lojacono.
A processo
Nel frattempo il prossimo 23 febbraio per Lanfranco Cirillo, che è iscritto all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero ed è cittadino russo per decreto presidenziale, inizierà il processo dopo che la procura ha ottenuto il giudizio immediato. Deve rispondere di una serie di reati fiscali che vanno dall’infedele dichiarazione dei redditi, all’ autoriciclaggio e alla violazione del codice a tutela dei beni culturali. Per chi indaga avrebbe esterovestito i suoi redditi per evitare di pagare le tasse in Italia.




