Incendi boschivi, restano ad alto rischio i monti bresciani

Dalla Regione la «mappa» relativa al 2012-2021. Tendenza all’aumento in Valtrompia e Valsabbia
Loading video...
FIAMME, BOSCHI IN PERICOLO
AA

A fiamme domate, dopo lo spegnimento di un incendio boschivo, rimangono cenere, danni e desolazione. Lo struggimento per la svalutazione estetica e anche economica del paesaggio forestale, per la perdita di elementi della biodiversità e di funzioni ecosistemiche, però, deve subito cedere il passo a considerazioni tecniche, nuove pianificazioni e interventi per garantire la ripresa del bosco e la prevenzione.

Regione Lombardia ha presentato in questi giorni il nuovo Piano delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi per l’anno 2023 (Piano Aib). Per incendio boschivo la normativa intende «un fuoco con suscettività ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree».

Nel nuovo Piano, in analogia con quelli precedenti, sono stati analizzati i dati disponibili relativi al decennio trascorso (2012-2021) per descrivere l’andamento del fenomeno ed elaborare la classificazione di rischio di ogni Comune e degli enti direttamente impegnati.Il rischio ha un’incidenza molto diversa per Ente Aib, e considera quali aree più critiche quelle con oltre 500 ettari percorsi dal fuoco nel decennio. La stragrande maggioranza degli incendi boschivi ha coinvolto superfici inferiori a 20 ettari, ma preoccupa l’aumento di quelli con superficie maggiore di 400 ettari.

La classifica

Nella classifica dei grandi incendi a livello regionale spiccano, al secondo e al terzo posto, quelli che hanno interessato nel febbraio 2020 aree boscate estese tra la Valrompia e la Valsabbia, con 597 ettari bruciati tra Bione, Casto e Lumezzane, e 489 tra Casto, Mura, Pertica Alta e Lodrino. Seguono l’incendio avvenuto sui monti di Collio il 5 gennaio 2017 in ottava posizione (299 ettari), e quello sui monti di Bienno e Breno del giorno precedente in decima posizione (260 ettari). Il territorio delle comunità montane delle valli Trompia e Sabbia presenta una tendenza al rialzo del numero di incendi. Entrambe sono state classificate nella classe di rischio più elevata. Allo stesso livello appartengono anche quelle d Valamonica, Sebino e Alto Garda, a conferma della diffusione di questa problematica.

Nel decennio 2012-2021 le cinque comunità montane bresciane sono state interessate dal 25% degli incendi boschivi e dal 31% delle superfici percorse dal fuoco a livello regionale.

E nella fascia della provincia compresa tra la Valtrompia, la Valabbia e lalto Garda si concentra il gruppo di Comuni lombardi inseriti nella classe di rischio più lto. La distribuzione temporale degli incendi boschivi presenta un massimo nei mesi invernali e in quelli primaverili (periodo ad alto pericolo esteso da dicembre ad aprile) e un minimo in autunno (periodo a basso pericolo).

Nei periodi di allerta è fondamentale l’attività di sorveglianza e di tutela svolta dai presidi territoriali, che attuano le prime azioni finalizzate alla circoscrizione e alla riduzione dei danni a persone, cose e ambiente naturale, causati da eventi avversi. Il iano lombardo considera anche l’incidenza dei cambiamenti climatici in corso e di quelli previsti. Gli esperti ritengono che tali modifiche ambientali possano causare un aumento generalizzato del pericolo di incendi, sia mediante l’aumento della severità dei fenomeni, sia attraverso un prolungamento atteso della stagione interessata e un incremento delle aree percorse dalle fiamme.

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato