Un virus che riesce sempre a sorprenderci. Credevamo di aver imparato che in estate, con temperature tropicali, la sua diffusione fosse ridotta al minimo. Invece no, non è così. Da una settimana, infatti, viaggiamo con un numero di contagi intorno ai mille (fatto salvo il caso di ieri) e con un indice di contagio che ha raggiunto 1.4. Questo significa che ogni persona può contagiarne un’altra e così via, in quella inquietante progressione geometrica.
Ci sono spiegazioni, certo, a quello che sta accadendo. Da una parte, la circolazione di varianti del virus, quali Omicron B4 e B5 del Coronavirus con indici di contagiosità molto alti e che, ormai, rappresentano oltre la metà dei ceppi virali presenti in Italia. Poi, ad incidere sulla nuova ondata di contagi, è anche l’abbandono di tutte le misure di contenimento non farmacologiche. Basta mascherine: da metà giugno non sono più obbligatorie in cinema, teatri e nei luoghi sportivi al chiuso. Obbligo prorogato fino al 30 settembre sui mezzi di trasporto (aerei esclusi) e fino alla fine dell’anno per gli ospedali e le Rsa. Anche la regola del distanziamento è ormai desueta.



