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Brescia e Hinterland

IL LIBRO

«Il bosco di Mila» sbarca in edicola con il GdB


Brescia e Hinterland
14 set 2017, 12:09
Un momento della presentazione del libro in Sala Libretti - © www.giornaledibrescia.it

Un momento della presentazione del libro in Sala Libretti - © www.giornaledibrescia.it

Vittoria Troisi è testarda, determinata. È stata una delle prime donne commissario in polizia e questo ha forgiato il suo carattere. È una romana trapiantata a Brescia così come la sua creatrice, la scrittrice Irma Cantoni, natali nella Leonessa d’Italia, ha vissuto per quattro anni all’ombra del Cupolone. Il mattino prestissimo, al tavolo della colazione, con la capitale che lentamente si svegliava, pagina dopo pagina, è nato «Il bosco di Mila», il secondo romanzo, dopo «Il cartomante» in cui la Cantoni fa respirare e vivere il commissario Vittoria. Il libro è stato presentato in esclusiva nella nostra Sala Libretti, cuore della sede del nostro giornale.

Giallo, edito da Libromania, in edicola da giovedì 14 settembre in esclusiva per tre settimane con il Giornale di Brescia al prezzo di 8,90 euro (solo dopo arriverà nelle librerie) che dalla penna della Cantoni è fluito con lo sguardo sull’alba romana. Sgorgato da quel senso di malinconia che la lontananza instilla, per la sua Brescia. E nella sua Brescia è appunto ambientato, tanto che la trama noir - la Troisi, catapultata da Roma, con a fianco il vicecommissario bresciano doc, il giovane Mirko Rota, si trova a sbrogliare la matassa della scomparsa di una bimba, Mila - compone una geografia di casa nostra.

Dal quartiere di Mompiano, Mila svanisce nel nulla nel bosco mompianese, al Museo di Santa Giulia, dal rifugio dei Gnari de Mompià alla Bagolino della bisnonna di Irma, Agnese.

Tutto inizia alla vigilia di Santa Lucia. Vittoria è arrivata a Brescia l’estate prima. A lei viene affidata l’indagine della scomparsa di Mila, che appartiene ad una delle famiglie più influenti della città, i Morlupo. Non c’è solo il vicecommissario Rota al suo fianco, con il suo carattere spigoloso ma pure quello che la Cantoni definisce «un alter ego», lo spirito di un criminale morto.

Compare quando Vittoria ha delle visioni. Una visionarietà che deve molto al percorso buddista che la Cantoni ha intrapreso da vent’anni. D’altronde il commissario è incatenata ai fantasmi del passato. La scomparsa di Mila, tra verità sussurrate, vendette e rancori mai sopiti, affonda le radici in segreti che risalgono agli anni di piombo e all’epilogo della Seconda guerra mondiale.

Nella mappa del romanzo compare anche la Ddr, in cui la Cantoni da giovane è stata per uno scambio culturale. Sulla scrivania della scrittrice, il sequel de «Il bosco di Mila» è già in divenire. I lettori lo attendono con trepidazione. E sul giallo hanno scommesso pure Libromania, Autogrill, DeAPlaneta Libri e Newton Compton Editori, quando hanno incoronato «Il bosco di Mila» miglior testo del concorso «Fai viaggiare la tua storia».

 

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