Non ha negato nulla di quanto gli viene contestato. A partire da quei 5mila euro che si è messo in tasca ad aprile scorso.
«È vero, ho preso una mazzetta» ha detto in interrogatorio il luogotenente della Guardia di Finanza e vicecomandante a Pisogne, Antonio Pavone, in carcere con l’accusa di corruzione nell’ambito della maxi inchiesta che tra mafia, corruzione appunto, indebita compensazione e fatture false ha coinvolto duecento persone, tra arrestati e indagati a piede libero...
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