Green pass, in 7 giorni 9.500 bresciani convinti a vaccinarsi

Chiuso il maxi-hub, i centri di prossimità ora viaggiano a quota 5.530 dosi al giorno. In arrivo altri due poli
Vaccinazione al nuovo hub attivato a Elnòs - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
Vaccinazione al nuovo hub attivato a Elnòs - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
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Negli ultimi sette giorni (e fino alle 18.30 di ieri) a cambiare idea sono stati in 9.500. È questa, in cifre, la «febbre da Green pass» che nel Bresciano, come nel resto della Lombardia, ha fatto squillare i call center e ha occupato le agende messe a disposizione sul portale regionale dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto che ha reso obbligatorio il passaporto verde anche nei luoghi di lavoro.

E ora l’ultimo miglio della campagna di immunizzazione inizia via via a sovrapporsi al nuovo capitolo: quello della terza dose. Con un punto fermo che è stato ricordato dal direttore dell’Ats di Brescia, Claudio Sileo: «Ha chiuso il maxi hub al Centro fiera, ma non ha chiuso la vaccinazione che, anzi, è ancora possibile e invitiamo a fare».

Cosa succede adesso?

Nella cabina di regia la chiamano «fase di transizione». In pratica, non è altro che una riorganizzazione più snella, dove i grandi hub pensati nel pieno dell’emergenza per soddisfare l’esigenza di una immunizzazione capillare e di massa (come quello allestito nel Centro fiera di Brescia ad aprile e smantellato sabato) passano ora il testimone a diversi centri vaccinali di prossimità. Cioè? Gli ultimi dieci giorni di settembre e tutto il mese di ottobre traghetteranno il colpo di coda di questa grande campagna vaccinale basata sulla somministrazione di due dosi (eccezion fatta per chi ha ricevuto il siero unico targato Johnson & Johnson) alla stagione del «richiamo». Significa che, mano a mano, si riprende il giro - immaginato in modo graduale, sempre utilizzando prima il criterio delle fragilità e delle patologie e poi quello delle fasce d’età - per le iniezioni della terza dose anti-Covid.

Ma senza il maxi hub ce la faremo?

E se tutti coloro che erano rimasti incastrati nella paura, dopo l’approvazione del nuovo decreto che istituisce l’obbligatorietà del Green pass sul luogo di lavoro, corressero in massa a prenotare, il nuovo sistema riuscirebbe a reggere? Stando ai numeri forniti dall’Ats, sulla base delle indicazioni comunicate dalle diverse Asst, e incrociati con quelli delle prenotazioni registrate sul portale regionale nell’ultima settimana, la risposta è «sì». A delineare il quadro attuale sono ancora una volta i dati. A fronte di una platea composta da circa 130mila persone dai 20 ai 65 anni che non si sono sottoposte alla vaccinazione (il target prende in considerazione le persone in età lavorativa, ma non è detto che tutte abbiano effettivamente un impiego), il placet ufficiale al super Green pass ha convinto 9.500 bresciani, prima titubanti, a mettersi in lista per ricevere la prima dose.

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Attualmente, i centri vaccinali territoriali di Brescia stanno procedendo a un ritmo medio di somministrazione pari a 32mila dosi in sei giorni, vale a dire 5.330 al giorno: di queste, in media le prime iniezioni si aggirano tra le 1.300 e le 1.400 ogni 24 ore. Per questo i vertici sanitari non sono preoccupati di riuscire ad evadere tutte le richieste. Tanto più che, al momento, non sono ancora entrati in funzione gli altri due centri già individuati negli spazi Italmark e prossimi all’apertura: il primo sarà a Ospitaletto e il secondo a Sant’Eufemia. Elnòs, invece - come già annunciato - è dedicato alle vaccinazioni non Covid destinate all’infanzia e all’adolescenza, uno spazio polifunzionale che servirà poi anche per la campagna antinfluenzale.

Fattore tempo

Come funzionano le prenotazioni, ora che è iniziata anche la marcia di adesione alla terza dose? Esattamente come prima: a seconda del tipo di appuntamento (prima o terza dose) il sistema dirotterà l’utente nel centro di riferimento. Come mai, allora, capita che un residente nel capoluogo, in cerca di un posto per poter effettuare la prima iniezione, possa essere dirottato - ad esempio - a Poncarale? Perché la corsa ad ottenere il Green pass ha raddoppiato le prenotazioni, ma la capacità di somministrazione è spalmata nei diversi poli. Insomma, scatta il fattore tempo: il portale mette cioè in evidenza il primo posto disponibile in quel momento. Non è detto, perciò, che un residente dell’hinterland o della provincia non possa prenotare in via Morelli: se la prima sede disponibile risulta essere quella, l’utente può accaparrarsi il posto.

Non solo. Agli arrivi pianificati attraverso le agende, si sommano le autopresentazioni sul posto. Il libero accesso è una possibilità, ad esempio, per tutto il personale scolastico, così come pure per gli under 19 nonché per il personale sanitario. Nessun problema neppure sul fronte degli approvvigionamenti: proprio oggi arriveranno a destinazione i furgoni del corriere di Poste Italiane per consegnare agli ospedali lombardi nuove dosi del siero prodotto da Moderna.Si tratta complessivamente di 75mila fiale per 23 strutture sanitarie regionali. Di queste, 2.700 sono indirizzate all’ospedale di Esine, 1.600 all’Asst Franciacorta, presidio di Chiari e 3.600 all’Asst del Garda, sede di Desenzano.

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