Il migliaio e oltre di persone con disabilità gravi che compromettono lo svolgimento delle normali attività quotidiane residenti nel Bresciano (dati Istat) è solo la punta dell’iceberg di un panorama molto articolato che, nelle diverse fasce di età e per differenti motivi, interessa oltre diecimila persone.
«Non esiste un dato statistico sul fenomeno e già questo dimostra quanto sia difficile agire senza conoscerne le dimensioni reali - afferma Alberto Arenghi, ingegnere e «Disability Manager» dell’Università degli Studi di Brescia -. Sappiamo per certo, con un dato pubblicato lo scorso marzo, quanti sono gli studenti disabili o con disturbi dell’apprendimento che frequentano il nostro ateneo: 250 su quindicimila iscritti. Per il resto, attendiamo un’analisi completa perché solo in questo modo si può affrontare il tema della disabilità in maniera globale come un componente della società e non con normative ad hoc per ogni specifico aspetto. Bisognerebbe avere una visione d’insieme».



