Forza Italia schernisce il Terzo Polo e assicura a Rolfi: «I veri moderati sono con te»
Lo chiamano già «sindaco», perché sono convinti che «la città abbia bisogno di cambiamento». E sono certi che, in termini di consensi, il partito giocherà un ruolo di primo piano in quanto «vero punto di riferimento dei moderati», specie ora che - per usare letteralmente le parole del coordinatore regionale Alessandro Sorte - «il Terzo Polo si è biodegradato».
Forza Italia al fianco di Fabio Rolfi si è schierata quasi ancor prima della prima ora: l’ha fortemente voluto come frontman del centrodestra e ieri, quando in via Inganni sono stati presentati i 32 candidati in corsa per Loggia 2023 (tra cui sei esponenti del Partito liberale italiano e due della Dc), per ribadirlo ha radunato tutti i vertici, annunciando anche l’arrivo - nelle settimane clou della campagna elettorale - dei suoi ministri.
Cambiamento
A fare gli onori di casa è il senatore e commissario provinciale Adriano Paroli, che ringrazia sì gli aspiranti consiglieri ma anche i 529 sostenitori che hanno consentito al partito di Berlusconi di depositare la lista: «FI - ricorda - è stata la prima forza politica ad aprire al civismo, che è parte del nostro dna». L’on. Maurizio Casasco non ha dubbi: «La città - dice - ha bisogno di un cambiamento che sia competente e concreto: Fabio è la persona giusta, tanto che sta già lavorando al prolungamento della metro e alla risoluzione del problema viabilità». Ma su tutti per Casasco il tema forte è quello della fiducia: «Di lui ci si può fidare, serve che tutti vadano a votare».
Sorte, che con Rolfi ha lavorato per cinque anni, intravede nel voto bresciano una doppia opportunità: da un lato, con la crisi tra Calenda e Renzi, spera nel riscatto azzurro come autentica forza moderata (perché il vuoto in politica non esiste), dall’altro vuole superare di gran lunga la performance delle Regionali, dove Brescia è stato l’unico territorio con un risultato a doppia cifra. «Il centrodestra comincerà quest’anno da Brescia a vincere tutti i centri: raccoglieremo voto dopo voto, c’è la voglia di liberare la città dalla sinistra dopo dieci anni, c’è voglia di cambiare e Fabio è davvero bravo».L’arringa vera arriva dal candidato sindaco, che subito srotola sul tavolo la sua strategia: «Sulla novità si giocherà tutto: salvo la breve parentesi di Paroli, sono 30 anni che in Comune ci sono sempre stesse facce, c’è ormai una cappa di potere cattocomunista. Il cambiamento dev’essere prima di tutto nelle modalità: serve una classe politica che apra gli orizzonti e che esca dall’autoreferenzialità tipica del cattocomunismo, ossia di quelli che pensano di essere bravi solo loro». La stilettata (la prima, per la precisione) è diretta all’avversaria del centrosinistra: «Siamo Capitale della Cultura, abbiamo il Vittoriale che fa più visitatori dell’intero sistema museale di Brescia e non li intercettiamo: questo significa essere incapaci di stabilire relazioni. Serve recuperare quel pensiero lungo che è tipico dei bresciani». Ma Rolfi parla anche di «cambiamento nei contenuti» e prende ad esempio l’ambiente: «L’aria non è cambiata affatto in questi anni. La Caffaro, che è il tema vero delle bonifiche, è ancora al punto di partenza, anzi l’azienda vuole licenziare gli operai. Nessun passo avanti è stato compiuto sulle aree protette, sono scomparse le comunità energetiche e la decarbonizzazione. Tante parole e slogan, ma la caduta concreta sull’ambiente non c’è».
Il centrodestra batte il chiodo sull’ascolto: «Noi ci poniamo in modo umile, grazie all’ascolto abbiamo un programma ad hoc per ogni quartiere». L’ultimo affondo, poi, è frontale: «Mi piacerebbe fare qualche dibattito, ma non ci è dato modo perché c’è chi si rifiuta di farli». Raccoglie la palla al balzo l’assessore regionale al Lavoro e formazione Simona Tironi: «Chi non accetta il confronto con noi è evidentemente perché non ha argomenti».
Programmi
La consigliera regionale Claudia Carzeri ha ricordato poi che la sfida sarà portare al voto i giovani e ha ringraziato la capogruppo uscente Paola Vilardi per l’impegno di questi anni. Vilardi ha infatti scelto di non ricandidarsi e, dopo un impegno che dura dal ’95, ha voluto lasciare spazio alle nuove leve. Sarà però la referente di FI per Rolfi, che l’ha voluta accanto a sé, perché - svela il candidato sindaco, facendola commuovere - «è sempre stata per me un riferimento senza sapere di esserlo». Lei arringa i suoi, consigliando di «condurre una campagna elettorale positiva» e di «non cadere nelle provocazioni, come il fatto che la candidata del centrosinistra sta facendo propaganda a spese dei contribuenti, inaugurando opere in cui il Comune non c’entra. Dobbiamo tenere la barra ferma e fare sì che Fabio vinca» conclude.
Accanto ai big c’è anche il capolista Paolo Fontana, che ricorda: «FI si è sempre posta come il partito della proposta, anche dai banchi di opposizione. Siamo sempre stati ispirati dall’idea di avere una città sicura e sostenibile per le famiglie e per le imprese. Così come serve una sicurezza sia reale sia percepita, bisogna ricordare che la sostenibilità non è solo quella ambientale: bisogna favorire il merito senza lasciare indietro qualcuno. Ecco perché in questi anni abbiamo proposto il garante per gli anziani a cui la sinistra si è opposta, facendo muro anche sul garante per la disabilità, azioni che oggi sono nel programma di Rolfi sindaco». La chiusura mira ancora allo scontro con il Terzo Polo: «Il coordinatore regionale di Azione ha detto che Brescia è il modello dell’alleanza arcobaleno: l’alleanza con l’estrema sinistra lo ha evidenziato da subito. Il vero centro siamo sempre stati noi: liberali e moderati».
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