Loggia 2023, Vilardi (FI): «Non mi ricandido, serve un cambio generazionale»

La capogruppo in Loggia: «Avanti con Fabio Rolfi per consentire a Brescia di fare un salto di qualità»
Ex candidata sindaco, Paola Vilardi è l’attuale capogruppo di FI in Loggia
Ex candidata sindaco, Paola Vilardi è l’attuale capogruppo di FI in Loggia
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Ha iniziato a fare politica nel ’94, anno del debutto delle preferenze, e il suo «battesimo del fuoco» è stato proprio la corsa per il Consiglio comunale di Brescia, dove oggi - trent’anni più tardi - siede.

Una lunga carriera quella di Paola Vilardi, capogruppo di Forza Italia in Loggia, candidata sindaco del centrodestra nel 2018 dopo cinque anni seduta in opposizione, ex assessore all’Urbanistica ed ex presidente del Consiglio provinciale. Una sfida dopo l’altra nelle urne che però, per le prossime elezioni Amministrative di primavera, ha deciso di non reiterare.

Come mai ha deciso di non ricandidarsi?

C’è chi ha sottoscritto un patto generazionale e non mantiene la promessa e chi, invece, non lo annuncia ma lo fa: non mi candido. Credo che a un certo punto si debba dare davvero spazio a nuovi volti e nuove forze che hanno bisogno di crescere. Sarò sempre a disposizione del partito, della coalizione e dei giovani per aiutarli e trasmettere loro la passione politica, minata dalla disaffezione, come l’alto astensionismo purtroppo testimonia.

Fabio Rolfi è il candidato sindaco del centrodestra: lo reputa un «volto nuovo»?

Quel che dico è che serve un cambio generazionale: è il momento. Fabio ha non solo l’energia giusta, ma anche la competenza maturata in Regione. Non è un caso se alcune realtà un tempo vicine al centrosinistra si sono già da tempo avvicinate al suo progetto. C’è molto fermento. Ho sempre ritenuto che Rolfi fosse la figura migliore.

Anche nel 2018, quando si è candidata lei a sindaco?

Sì, lo ritenevo anche nel 2018: ha il profilo e lo sguardo giusto per consentire a Brescia di fare il salto di qualità che merita: quello di una città capoluogo di una grande provincia.

C’è chi dice che con Rolfi si torna al passato e che quindi per Brescia sarebbe un passo indietro e non in avanti...

Il centrodestra non è composto da primitivi e respingo al mittente le polemiche sterili di chi è in amministrazione da decenni. Rolfi ha sempre dimostrato, in qualunque ruolo, capacità, concretezza, attenzione e ascolto ai bisogni dei cittadini. Ricordo che fare il vicesindaco è stato il suo banco di prova da giovanissimo amministratore: è stato bravo al punto che il passo successivo lo ha subito visto entrare in Regione. È partito dalle Circoscrizioni e quindi dall’attività dei quartieri, che ha coinvolto nella campagna dal primo minuto.

Secondo lei, qual è stato l’errore più grande di questo centrosinistra al governo?

Fare una propaganda elettorale basata sull’ambiente e poi non gestire il tema. Penso all’aria: la Giunta dei sindaci che poteva affrontare il problema in modo concreto, unendo gli sforzi, non ha avuto seguito, non è più stata convocata. E Laura Castelletti ha sin da subito rinunciato a fare il vicesindaco dal punto di vista politico.

Cosa intende?

Ha gestito solo la cultura senza occuparsi mai delle grandi strategie, è sempre stata assente. In Consiglio comunale raramente ha preso posizione su questioni strategiche per la città: non so ad oggi cosa pensa, ad esempio, su energia, inquinamento, partecipate. Non può certo colmare questo vuoto con uno spot elettorale: ha governato dieci anni con Del Bono senza lasciare un grande segno a livello politico.

Oggi però Brescia è capitale della Cultura con Bergamo: il risultato è tangibile...

Abbiamo tifato tutti affinché ciò avvenisse. Ma questo riconoscimento arriva dopo il periodo più triste che abbiamo mai vissuto, ossia il Covid: Brescia e Bergamo sono le città simbolo di quel dramma e per questo sono state individuate capitale della Cultura, non per altri meriti. La parte del leone l’ha fatta comunque Bergamo: le poche iniziative che ci sono non hanno una regia comunale. Il festival delle luci è una replica di CidneOn, il museo del Risorgimento era già in agenda per volere di Del Bono, ma sul Museo di Scienze siamo all’anno zero, non c’è un festival su ambiente e innovazione, non uno sulla geopolitica nell’anno della guerra nel cuore dell’Europa. A salvarci è stato solo il lavoro delle associazioni.

Che ruolo avrà lei nella campagna elettorale di Rolfi?

Un ruolo attivo, sono a disposizione del partito e del candidato. Rimango al servizio della città come ho sempre fatto. Fortunatamente il centrodestra ha impostato la campagna elettorale con proposte per il futuro.

A proposito di consensi che si spostano, anche Forza Italia ha avuto il suo terremoto: Mariastella Gelmini oggi è al fianco di Castelletti...

Ora è la portavoce di Azione, sponsor numero uno di Castelletti, ma fino a luglio dichiarava che Rolfi sarebbe stato il miglior sindaco. Va bene essere fluidi, ma anche quello necessita coerenza...

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