Brescia e Hinterland

Foreign fighter nega le accuse di tortura. La vittima: «Costretto alla sedia elettrica»

Samir Bougana ha fornito versioni diverse rispetto alle contestazioni per il periodo in cui era in Siria
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Bougana durante il suo intervento a Porta a Porta
Bougana durante il suo intervento a Porta a Porta

Si è difeso negando tutto. Spiegando che nel 2014 non si era ancora arruolato al fianco dello Stato islamico in Siria e che non poteva quindi aver torturato quelle che gli inquirenti ritengono essere le sue vittime. «Le date nella ricostruzione accusatoria non tornano» ha spiegato l'avvocato di Samir Bougana, il foreign fighter di 28 anni compiuti a giugno, nato a Gavardo, padre di tre figli e detenuto nel carcere di Sassari dove sta scontando le ultime settimane di una condanna a quattro anni per terrorismo, incassata dopo che le autorità italiane lo avevano riportato in Italia liberandolo dalle carceri delle Syrian Democratic Forces, facenti capo ai curdi.

Nei giorni scorsi Bougana è stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare per fatti legati al periodo in cui si era legato allo Stato islamico con il nome di battaglia di Abu Huraira.

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