Il virus Sars-Cov-2 non scomparirà, ma imparerà a convivere con noi, e noi con lui. Diventerà endemico, come lo sono i comuni virus dell’influenza che cambiano e contro i quali dobbiamo vaccinarci di anno in anno. Cosa significa ciò? Che il tasso di mortalità diventerà pari o inferiore a quello dell’influenza. Ora, ancora nel pieno di una pandemia che dà solo qualche segnale di resa, ci si chiede in che modo questo accadrà, soprattutto in quali tempi e, anche, che impatto hanno su questo processo i vaccini, le varianti del virus e le misure di distanziamento sociale.
Cosa ci aspetta in futuro. Il presidente della Società italiana di Virologia, Arnaldo Caruso, ordinario di Microbiologia all’Università degli Studi di Brescia e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili prospetta un calendario con le tappe future della pandemia. «Che - sostiene - grazie al vaccino di massa potrà considerarsi definitivamente debellata alla fine del 2022». Continua: «Se entro l’estate saremo a buon punto con la vaccinazione di massa, potremo affrontare con maggiore tranquillità la prossima ondata di Covid-19 che sicuramente ci aspettiamo in autunno-inverno. E se la campagna di profilassi raggiungerà i suoi obiettivi, considerando anche i risultati che stiamo osservando sul potere neutralizzante degli anticorpi indotti dal vaccino contro Sars-CoV-2 e le sue varianti, possiamo sperare in un futuro molto migliore. Con una malattia che nella sua forma pandemica vada a scemare entro gli inizi del prossimo anno».



