Elisoccorso in via Ghislandi, spunta il nodo dell'esproprio

Areu: «Il Comune espropri l’area o noi andiamo via». La Loggia: «Dov’è il progetto?»
Un'eliambulanza al Civile
Un'eliambulanza al Civile
AA

Il trasloco (temporaneo) all’aeroporto di Montichiari è in programma per il prossimo 2 aprile. L’elisoccorso dovrebbe star lì un paio d’anni, in attesa della nuova casa. Nel frattempo Enac (Ente nazionale aviazione civile) ha comunque rinnovato per tre anni l’autorizzazione all’elisuperficie dell’Ospedale Civile, ma che resta uno spazio inadeguato per i nuovi elicotteri. Ma la realizzazione della base Hems (Helicopter Emergency Medical Service) in via Ghislandi, in città, potrebbe inciampare nel valore d’acquisto dell’area e nel nodo esproprio.

Ieri, in apertura del consiglio comunale, Paola Vilardi (Forza Italia) ha ricordato come da anni si parli di realizzare un nuovo eliporto per l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (Areu), ipotizzando soluzioni in via Caprera, via Girelli, via Volta. «Brescia ha perso un’occasione importante e il trasferimento, seppur temporaneo, a Montichiari non sembra essere la soluzione migliore» ha rimarcato Vilardi. L’assessore all’urbanistica Michela Tiboni ha spiegato, carte alla mano, come nel Pgt siano state individuate alcune opzioni. «Ma la scelta deve tener conto delle valutazioni di Areu, che gestisce il servizio, e di Enac».

L’8 gennaio 2020 il Comune ha concordato con il direttore di Areu Alberto Zoli «un percorso amministrativo per arrivare a individuare l’area idonea». Nessun terreno comunale o del Demanio è risultato «conforme alle norme aeronautiche» e Areu ha così pubblicato una manifestazione di interesse con la quale, come si sa, è stato individuato un terreno in via Ghislandi. L’offerta di Areu non è però stata accettata dal proprietario del terreno. La verifica dell’Agenzia delle Entrate ha poi mostrato come il valore dell’area sia inferiore all’offerta Areu. Così il 14 dicembre il direttore Zorzi ha scritto alla Loggia: «Areu, essendo un soggetto pubblico, non può avviare una trattativa con la proprietà» e il no «rende impossibile procedere con il progetto» nonostante i fondi per realizzare la base siano già stati stanziati da Regione (2,3 miliardi) e nonostante siano già state «individuate le ditte» per progetto e lavori. Da qui la richiesta alla Loggia di espropriare «tutta o parte dell’area». «In caso di riscontro negativo - scrive Zoli - saremo costretti a trovare un sito al di fuori del Comune di Brescia».

Il 16 dicembre il direttore generale della Loggia Giandomenica Brambilla risponde ribadendo «la piena disponibilità» a individuare la localizzazione del servizio, come già scritto nel Pgt dove è prevista «specifica variante per gli eliporti». «Inappropriato, oltre che inattuabile sotto il profilo amministrativo», invece, «sollecitare il Comune» ad effettuare un esproprio «senza aver definito e presentato alcun documento che possa configurarsi come opera di interesse pubblico o di pubblica utilità, condizione necessaria» per avviare l’iter. La Loggia ricorda per altro che, lo scorso gennaio, «si era condiviso il percorso amministrativo che prevedeva la stipula di un accordo di programma o atto equivalente del quale Areu o la regione avrebbe dovuto fare da regia». Ma finora non è stato siglato nulla.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato