Il tempo di smantellare le ultime attrezzature e poi il centro di accoglienza migranti di Flero tornerà a essere uno dei tanti capannoni di via Lama.
In queste ore la Croce Rossa Italiana, che per due mesi ha gestito l’hub da cui sono transitate 222 persone, si sta occupando di liberare gli spazi (si stimano sette giorni per finire i lavori). Gli ultimi ospiti, come confermano i volontari, hanno lasciato la struttura per trasferirsi negli altri Centri di accoglienza straordinari (Cas) della provincia di Brescia. Quello di Flero, attivo dal 20 agosto, «è stato un punto di accoglienza fondamentale - ha dichiarato la presidente della Croce Rossa di Brescia Carolina David -. Purtroppo, non potevamo andare avanti per questioni logistiche».
Il sistema di accoglienza
L’accoglienza passa da due acronimi: Sai e Cas. Il primo indica il Sistema di accoglienza e integrazione, al quale accedono i richiedenti asilo e i titolari di protezione, che ricevono assistenza materiale, legale, sanitaria e linguistica. I Centri di accoglienza straordinaria sopperiscono alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie (anche se per tutto il 2019 e il 2020 i richiedenti asilo sono stati dirottati direttamente ai Cas).
Il Sai bresciano ha attualmente 667 posti finanziati, tutti pieni, così come i Centri di accoglienza straordinaria. Più complesso conoscere i posti Cas, gestiti in piccoli nuclei abitativi attivati in molteplici Comuni. Nel 2022 ad aver risposto ai bandi per la microaccoglienza bresciana sono stati 16 gestori.
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