Stai leggendo: {{ currentArticle.title }}
Brescia e Hinterland

IL CASO

Dopo le botte in piazza Arnaldo in lacrime dal gip: «Rimedierò»


Brescia e Hinterland
26 gen 2022, 07:23
Le due aggressioni risalgono al 20 novembre del 2021 - Foto © www.giornaledibrescia.it

Le due aggressioni risalgono al 20 novembre del 2021 - Foto © www.giornaledibrescia.it

In lacrime e pentito. Ma soprattutto spaventato per il suo futuro e per il futuro al giovane al quale, per nessun motivo, quella sera di novembre in piazza Arnaldo, ha riscritto i connotati nei cinque minuti di assoluta follia. Così è presentato davanti al giudice delle indagini preliminari che lo ha rinchiuso ai domiciliari, il 29enne che gli agenti della Squadra Mobile della Questura hanno prelevato dal posto di lavoro nella giornata dello scorso venerdì. Accusato di aver picchiato un amico di amici trovato per caso in un locale della piazza e di avergli provocato lesioni guaribili in quindici giorni, ma anche di essersi ripetuto con molta più violenza un’ora e mezza dopo con un 32enne con la sola colpa di essere transitato davanti a lui, il giovane si è tecnicamente avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha comunque parlato. Si è detto pentito e disposto a rimediare.

Pentimento

Vuole pagare e risarcire il danno. Vuole essere messo nelle condizioni di farlo. I suoi difensori, gli avvocati Eleonora Testa e Giovanni Brunelli hanno chiesto al giudice di concedergli la facoltà di lasciare i domiciliari almeno per potersi recare al lavoro. Per iniziare così il suo percorso di ravvedimento. Il giudice si è riservato ogni decisione.

Di essere un pericolo per il prossimo e per se stesso il 29enne lo sa da tempo, a partire proprio da quella sera. La riprova è agli atti dell'indagine. Testimoni hanno riferito agli agenti della Squadra Mobile coordinati dal sostituto procuratore Benedetta Callea che dopo i pugni e i calci rifilati ai due malcapitati si vantò di aver loro spaccato la faccia, ma disse anche di essere preoccupato. «Se non la smetto di mettere le mani addosso a qualcuno - avrebbe detto il 29enne agli amici - prima o poi lo uccido veramente. Certo se nessuno mi rompe i c… io sto bravo, ma se me li rompe devo solo imparare ad andare via se no lo ammazzo veramente».

Sul destino del ventinovenne, ma soprattutto su quello della persona offesa che ebbe la peggio quel sabato sera, decisive saranno le prossime settimane. La valutazione della gravità delle lesioni è ancora in stand by. La prognosi dei medici dopo l'intervento a cui è stato sottoposto il 32enne, ricoverato in maxillo facciale con la frattura della mascella, del setto nasale e delle orbite, è di 50 giorni. La valutazione circa la guarigione è inevitabilmente in stand by. Solo il tempo potrà dire se e come il giovane brutalmente pestato quella sera in vicolo dell'Ortaglia se la caverà o meno.

Articoli in Brescia e Hinterland

Lista articoli