Pian piano fognature e depuratori stanno nascendo in tutta la provincia, sanando situazioni critiche e garantendo scarichi puliti ai nostri laghi e fiumi. Ma stando alla mappa fornita dal Commissario unico per la depurazione, sono ancora 36 gli agglomerati bresciani (un agglomerato può coinvolere più Comuni) sotto procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. E la procedura avviata nel 2014 (la numero 2059) è ormai prossima alla sentenza, attesa tra giugno e luglio, con il possibile arrivo delle salatissime sanzioni di Bruxelles. Basti dire che la sentenza di condanna del maggio 2018 per una procedura avviata nel 2004 costa all’Italia 165mila euro al giorno, 60 milioni l’anno.
Ecco perché sui cerca di accelerare con gli investimenti, sfruttando anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dove oltre 600 milioni sono destinati ad interventi per la depurazione, soprattutto al sud, visto che Sicilia, Calabria e Campania sono le Regioni messe peggio. «La depurazione sarà certamente uno dei temi del Recovery Plan - ha spiegato Maurizio Giugni, Commissario Unico Depurazione - quindi il cospicuo investimento statale per la messa in regola degli agglomerati, fin qui dell’ordine di oltre due miliardi, sarà destinato a crescere».



