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Brescia e Hinterland

IL QUADRO

Danni da circa 500 milioni di euro all'agricoltura per la siccità

Flavio Archetti

Brescia e Hinterland
16 lug 2022, 06:00
LA SICCITA' BRUCIA 500 MILIONI

A Castegnato ci sono agricoltori che stanno iniziando a trinciare il granoturco adesso invece che il 20 agosto per salvare il salvabile. A Calvisano i pozzi sono asciutti, prosciugati oltre che dalla calura e dalla mancanza di pioggia ormai semestrale anche dalla scarsità di irrigazioni a monte, nella vasta zona di Montichiari. A Gussago, Travagliato e ancora a Castegnato, molti campi sono stati lasciati al loro destino e oggi sono completamente secchi, distrutti dalla voracità della terra dei fossi – dove mancano le canalizzazioni artificiali - che si è bevuta l’acqua in arrivo dall’Oglio prima che raggiungesse i seminati.

A memoria d’uomo un’estate secca e dannosa per l’agricoltura come quella in corso non si ricorda. E mai come quest'anno il lavoro degli agricoltori bresciani è stato tanto penalizzato dalla mancanza di acqua.

Secondo le prime stime di Coldiretti a Brescia i danni al settore si aggirano già oggi sui 500 milioni di euro. Se poi le gravissime difficoltà in corso non bastassero, l’annuncio che lunedì 18 luglio verrà stoppato il già magro rilascio di acqua irrigua dal lago d’Idro, e lunedì 25 la stessa sorte toccherà all’acqua derivata dal lago d’Iseo, ha per gli agricoltori della Bassa il sapore della pietra tombale sul lavoro di questa stagione, o per lo meno sui secondi raccolti per che è riuscito a fare i primi. 

Il quadro

«Chi irriga i campi nella zona del Medio-Chiese (da Gavardo, Lonato, Ghedi, Carpenedolo all’alto mantovano) salverà a mala pena i primi raccolti - spiega il presidente di Coldiretti, Valter Giacomelli -. Il resto sarà un disastro visto che molti orzi e frumenti non sono stati nemmeno seminati per mancanza di risorse per le bagnature, e prevediamo una grande mancanza di fieno per gli animali essendo stato fatto solo il primo sfalcio. Spostando l’attenzione alle aree che dipendono dal Consorzio irriguo Oglio-Mella, come quelle tra Castegnato, Gussago e Travagliato, i guai hanno sembianze ancora maggiori e ci si trova di fronte a campi interamente disseccati, per una mancanza di acqua imputabile anche alla carenza di un sistema irriguo inefficiente».

Gli allevamenti

Le conseguenze di tutti questi guai, secondo Giacomelli, andranno a ricadere anche sul patrimonio zootecnico provinciale, dove solo i capi di suino sono circa un milione e 300.000. «È verosimile pensare che la mancanza di cereali porterà qualche allevatore a vendere una parte dei suoi animali – osserva il presidente di Coldiretti – con conseguenze sulle produzioni di eccellenza come i prosciutti di Parma e San Daniele. Ma di questo passo verranno meno anche il latte e i formaggi, la frutta e la verdura, il vino e l’olio di oliva».

A rischio anche l'olio

Proprio l'olio d'oliva dei laghi rischia, dopo la battuta d'arresto dell’anno scorso, di subire un’altra volta una batosta. «Ci sono stime per cui sugli ulivi mancherebbe già il 50% dei fiori – ricorda il presidente di Confagricoltura, Giovanni Garbelli – e non siamo che alla metà di luglio. Se continuerà a non piovere, o a piovere poco come fatto negli ultimi mesi, a fine stagione ci troveremo con i prezzi delle materie prime alle stelle. Raccogliere la granella per i maiali, per esempio, sarà un lusso di pochi, considerato che per il mais si sta pensando di raccogliere e trinciare per uso zootecnico».

E se piovesse a breve? «Potremmo ripensare ai secondi raccolti, ma i danni fatti sono fatti».

Lo scenario

Per il futuro invece Garbelli non vede «nero». «Stiamo pensando a un patto per il territorio in cui agricoltori, Regione, Provincia e Comuni facciano la loro parte, investendo e facilitando i permessi per gli interventi. Dovremo partire da una maggior oculatezza nell’invasare acqua nei laghi e altrettanto nel divenire più efficienti a distribuirla sui campi, incrementando i sistemi goccia a goccia».

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