Da 20 giorni in sciopero della fame a Verziano: «Abusi e torture psicologiche»

Da oltre 20 giorni in sciopero della fame. Una scelta forte per protestare contro una decisione disciplinare nei suoi confronti presa dalla direzione del carcere dopo che aveva avuto un diverbio con una agente di Polizia penitenziaria. Loredano Busatta, il grande accusatore di Massimo Bossetti (l'uomo condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio), in carcere per una serie di rapine commesse negli anni scorsi ha deciso di rifiutare il cibo.
La famiglia, preoccupata della situazione, ha scritto all’Associazione Sbarre di Zucchero, che si occupa di detenuti, e lo stesso Busatta ha preso carta e penna per raccontare al Giornale di Brescia quanto gli era accaduto e perché ritiene di aver subito una ingiustizia. Alle parole il detenuto ha fatto seguire i fatti, iniziando lo sciopero della fame.
Nella missiva spiega di aver subito «abusi, soprusi e torture psicologiche quotidiane all’interno del carcere di Verziano che dovrebbe essere l’esempio del reinserimento dei detenuti» e prosegue aggiungendo che «per paura di ritorsioni non si denuncia» da parte di «poche, per fortuna, figure di Polizia penitenziaria che istigano a reazioni violente». Busatta, 60 anni, detenuto a Verziano dal 2021, ha inoltrato nei giorni scorsi alla direzione del carcere e al Garante per i detenuti un corposo esposto in cui spiega dove, come e quando sarebbero a suo dire avvenuti gli episodi che contesta.In particolare, stando a quanto scrive, all’inizio di giugno avrebbe avuto un diverbio con un’agente di Polizia penitenziaria durante le procedure per l’acquisto di beni personali per l’igiene e la salute. Un battibecco, pacato nei toni secondo il detenuto, che è finito nella relazione di servizio della guardia carceraria e in una lettera di Busatta al magistrato di Sorveglianza. Dopo quell’episodio, spiega ancora Busatta, «tutte le mie richieste sono state rifiutate o archiviate senza che me ne sia stata data comunicazione».
La situazione che si è creata è stata segnalata anche alla Garante dei detenuti Luisa Ravagnani che auspica una soluzione condivisa: «Spero che interrompa la protesta il prima possibile. Che si trovi una risposta alle istanze di tutti» ha commentato.
Busatta comunque è costantemente monitorato dai medici del carcere e i suoi parametri vitali sarebbero a norma.
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