Crescita dei ricoveri Covid: i posti riservati sono terminati

La parola d’ordine accomuna tutti gli ospedali bresciani: stabilire un tetto ai posti letto riservati ai malati Covid-19. Raggiunto questo, chiedere aiuto alla rete ospedaliera lombarda. «Solo così si possono curare tutti coloro che soffrono di altre patologie e che sono, al momento, la stragrande maggioranza» la dichiarazione dai vertici di Poliambulanza. Una «politica» che sta facendo tesoro di quanto accaduto esattamente un anno fa quando gli specialisti avevano coniato il termine di «malattie dimenticate».
Un allarme cui era seguita una richiesta: «Nella Fase 2 servono linee guida anche per tutti coloro che soffrono, ma non sono stati infettati dalla Sars-Cov-2».
In Poliambulanza i ricoverati nei reparti Covid ieri erano 110, tre in più del giorno precedente. In terapia intensiva 16, due in più. Inevitabile ridurre l’attività dell’ospedale - di circa 1/4 rispetto ai periodi Covid-free - anche se nella seconda ondata quella ambulatoriale non si è interrotta. Poliambulanza non è hub, ovvero non è un ospedale di riferimento per il Covid. Questo significa, in base all’organizzazione della rete ospedaliera e delle Terapie intensive di Regione Lombardia, che la Fondazione può inviare i malati critici ad ospedali hub di riferimento. Per questo, anche ieri una decina di pazienti è stata trasferita in altre strutture lombarde.
Nello specifico, al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, a Seriate, a Romano di Lombardia e, tra giovedì e venerdì, cinque pazienti Covid bresciani sono stati inviati addirittura a Sondalo, in alta Valtellina.
Al limite è l’ospedale Mellini di Chiari che ha occupati 95 dei 105 posti letto disponibili e che, per garantire le vaccinazioni agli over 60 degli otto Comuni maggiormente colpiti dall’attuale ondata, sarà costretto a sospendere le attività ambulatoriali.
Anche all’Asst Spedali Civili vi è stato un potenziamento dei posti letto dedicati ai pazienti positivi alCoronavirus, a partire dai 160 nel Padiglione della Scala 4, totalmente dedicato al Covid. Altri malati sono agli Infettivi, in alcuni reparti specialistici (le Medicine ora sono Covid-free dopo il trasferimento dei pazienti in Scala 4), altri nei presidi di Gardone Val Trompia e di Montichiari.
In totale, dal report ufficiale dell’Asst, i pazienti Covid nelle aree mediche (con diversi livelli di gravità) sono 273, cui se ne aggiungono 27 in terapia intensiva. I posti a disposizione, in queste ultime, sono destinati ad aumentare nei prossimi giorni proprio perché il Civile è ospedale «hub», ovvero struttura di riferimento per il ricovero di pazienti critici malati di Covid-19 provenienti da altre strutture.
Lo schema dei ricoveri. Si parla di «aumento costante» del numero di ricoveri di pazienti Covid negli ultimi giorni, dopo settimane di sostanziale equilibrio. Un equilibrio che, almeno in base ai dati ufficiali, rimane sostanzialmente costante nelle terapie intensive. La situazione, tuttavia, evolve di ora in ora. Lo schema prevalente - se si esclude la prima ondata che ha fatto saltare qualsiasi parametro - fa riferimento a ricoveri pari circa al 10% del totale dei positivi mediamente diagnosticati in un giorno. Tra i ricoverati, ancora in media, il 10% richiede di essere curato in terapia intensiva. Un esempio: ieri i nuovi contagi nel Bresciano erano 918; oltre novanta sono i possibili ricoveri e poco meno di dieci quelli in terapia intensiva.
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