Covid, il rimbalzo del contagio: in una settimana casi su del 42%

La settimana si chiude con altri 75 casi nel Bresciano, numero identico a quello registrato sabato e che riporta il dato settimanale dei nuovi positivi oltre quota 500, vale a dire ai livelli di metà maggio. Da lunedì 23 agosto a ieri nella nostra provincia si sono contati 536 casi, il 42% in più dei sette giorni precedenti. Dopo due settimane in calo la curva del contagio torna dunque a salire.
Risale anche l’incidenza settimanale, ora a 43 casi ogni 100mila abitanti: 37 la media regionale (a Mantova il valore più alto, 47; a Bergamo quello più basso, 24), 77 l’incidenza nazionale, con 15 regioni oltre la soglia d’attenzione di 50. Va detto che il calo delle due settimane centrali d’agosto può essere legato ai minori tamponi di quelle giornate e al periodo di ferie. Resta che il dato degli ultimi 7 giorni è il più alto delle ultime 14 settimane.
Una ripresa causata dalla variante Delta, ormai dominante, ma rallentata dalla diffusione del vaccino. Una ripresa per certi versi attesa, figlia anche dei rientri dalle ferie, che presumibilmente ci accompagnerà nelle prossime settimane.
I ricoveri
La differenza rispetto al passato è però il rapporto tra nuovi casi e conseguenze sanitarie: ricoveri e decessi non mostrano lo stesso andamento dei contagi grazie all’azione protettiva dei vaccini. Pur nel saliscendi quotidiano, per ricoveri e decessi si tratta di curve che non mostrano una crescita esponenziale. E in base ai report dell’Iss cresce la distanza tra i ricoveri di vaccinati (ci sono, ma sempre meno) e non vaccinati (sempre di più).
Ieri in Italia 5.959 positivi su 223mila tamponi (tasso di positività del 2,67%) e 37 decessi, in Lombardia 447 casi (tasso dell’1,29%) e 5 vittime. Secondo i dati di Regione Lombardia a Ferragosto nel Bresciano risultavano ricoverati in ospedale 53 pazienti Covid, di cui 6 in terapia intensiva. Il 25 agosto si è saliti a 60, ieri si è scesi a 49, di cui 7 in rianimazione. «Per quanto intensa possa essere la recrudescenza autunnale del contagi, non vedremo più le cifre del passato e chi si è protetto può sentirsi ragionevolmente sicuro, per sé stesso e la propria famiglia» spiega il chirurgo dell’istituto clinico Humanitas Paolo Spada.
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