Covid, aumentano i posti letto negli ospedali bresciani

Si aggiungono anche le strutture private: Poliambulanza e Gruppo San Donato diventano operativi ricoverando fino a 20 pazienti ciascuno
Terapia intensiva. Monitoraggio dei pazienti più gravi per Covid - Foto © www.giornaledibrescia.it
Terapia intensiva. Monitoraggio dei pazienti più gravi per Covid - Foto © www.giornaledibrescia.it
AA

In tre settimane il numero delle persone in terapia intensiva per Covid a Brescia è aumentato del 157%: da sette pazienti del 26 novembre a diciotto di ieri. Un aumento del 23% anche dei ricoverati in area medica, da 77 a 95.

Questa la fotografia della situazione al Civile, ospedale di riferimento della nostra provincia per i casi clinicamente più complessi di malati di Covid-19. La crescita significativa in terapia intensiva si spiega perché nel Bresciano, ad oggi, solo il Civile è dotato di posti letto in quell’area dedicati ai pazienti Covid-19. Per l’area medica, invece, il livello 1 della nuova organizzazione prevedeva, oltre agli 80 letti del Civile, anche venti posti letto ciascuna per le tre aziende sociosanitarie territoriali Garda, Franciacorta e Valcamonica, per un totale di 140 posti. Non bastano più.

Il livello 1 non basta più

Il livello 1 non è più sufficiente e nel pomeriggio di oggi è in programma una riunione anche con le strutture private convenzionate di Brescia (Poliambulanza e Istituti ospedalieri bresciani del Gruppo San Donato) per iniziare ad «aprire» letti Covid anche nei loro ospedali. Ricordiamo, a parziale conforto, che esattamente un anno fa in Poliambulanza erano ricoverati 55 pazienti con Covid. Sino ad oggi, nessuno.

Si passa al livello 2

Si passa, dunque, al livello 2. E se è vero che, con l’aumento totale dei posti letto disponibili (per tutti i pazienti) si allontana il rischio di passaggio di colore della Regione (ricordiamo, tra i parametri, il 10% di occupazione dei letti di terapia intensiva e il 15% di quelli di area medica con pazienti Covid), è altrettanto vero che aumentare i letti, a parità di personale medico ed infermieristico, significa ridurre le altre attività, già pesantemente procrastinate nei lunghi mesi della pandemia.

Il livello 2 significa, per rimanere nella nostra provincia, che si passa dagli attuali 140 posti in area medica ai 172 dei prossimi giorni. Con la disponibilità dei primi venti posti ciascuna per le due realtà private accreditate nella nostra provincia. Queste, insieme agli altri ospedali della provincia (ciascuna delle tre Asst porterà i letti a disposizione Covid da venti a trenta), fanno parte dei Centri «spoke» (per un’assistenza di primo livello). Centri ai quali, almeno secondo lo schema organizzativo della direzione generale Welfare di Regione Lombardia, dovrebbero essere ricoverati, o trasferiti, i pazienti meno gravi.

L'aggiornamento di Regione Lombardia

Ieri Regione Lombardia ha trasmesso al ministero della Salute l’aggiornamento sui posti letto disponibili in area medica per pazienti Covid, che verrà pubblicato sul sito di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che aggiorna quotidianamente il numero dei ricoverati e dei posti letto in area non critica e terapia intensiva di tutte le regioni italiane.

Dunque, la tabella subirà una modifica per Regione Lombardia: in area medica i posti letti totali passano da 8.485 a 10.237, vicini al tetto massimo di 10.500 posti letto attivabili in tutta la Regione. In area medica ieri erano ricoverate 1.225 persone per Covid, pari ad una saturazione dei posti letto dell’11,97% in base ai nuovi posti letto disponibili (la soglia per il cambio di colore è del 15%). Invariato il totale delle terapie intensive, pari a 1.530. Il tasso di occupazione di ieri in Regione, con 160 ricoverati, era del 10,46% (soglia 10%).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato