Costi alle stelle: solo il 4% degli anziani può permettersi una badante qualificata
Sono oltre settantamila gli anziani non autosufficienti residenti nel Bresciano. Fino agli ottant’anni, lo è il 20,7% del totale. Percentuale che sale al 40% dopo quell’età. Numeri che evidenziano gli altissimi bisogni assistenziali coperti, in questi anni, sostanzialmente dalle famiglie. Da una recente analisi del Censis sulla non autosufficienza tra badantato e nuove soluzioni, emerge che «le famiglie, in particolare moglie e figlie, garantiscono direttamente cura e assistenza in sette casi su dieci».
L’universo delle badanti
Poi, ci sono le badanti e, in misura minore, il ricorso alle Rsa, le residenze sanitarie per anziani. Nel Bresciano i posti letto accreditati con il Servizio sanitario nazionale sono novemila, ai quali se ne devono aggiungere circa 500 nelle residenze sociosanitarie per disabili, mentre si stima che le badanti a domicilio siano quasi ventimila (solo dodicimila, in base ai dati Inps, sono regolarmente assunte). Questo significa che circa quarantamila persone devono essere assistite dalla famiglia. E se il modello di welfare familiare e privato ha retto per molti anni, adesso inizia a scricchiolare sotto i colpi della crisi, delle famiglie che sono sempre più mononucleari e, da ultimo, degli aumenti delle retribuzioni delle badanti e delle rette per le case di riposo. Se queste ultime da dicembre ammontano mediamente a sessanta euro in più al mese, da gennaio 2023 l’aggiornamento delle retribuzioni minime in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo ha comportato una crescita delle retribuzioni del lavoro domestico da 130 a 160 euro in più al mese.

Costi impegnativi
Per una badante regolarmente assunta ad assistere una persona non autosufficiente, dunque con convivenza, la spesa annua per la famiglia si avvicina ai 25mila euro. Si tratta della cifra massima delle varie tipologie di lavoro domestico che dal mese scorso è aumentata di quasi duemila euro l’anno (1.916,76 per la precisione), pari a quasi 160 euro in più al mese. Un altro esempio: un assistente ad una persona autosufficiente, per un totale di 54 ore la settimana con convivenza, ora costa più di 16.300 euro l’anno con un aumento di 1.200 euro. Un salasso per le famiglie, già in difficoltà a causa dei rincari e dell’aumento dei prezzi 2023.
Le famiglie
Su di loro la pressione è massima, anche perché sono ancora troppi gli anziani esclusi dall’assistenza domiciliare che, comunque, è garantita per un numero limitato di ore. «In questo quadro il Servizio sanitario, e il welfare in generale, non sono nè pronti nè adatti a coprire i fabbisogni assistenziali complessi dei non autosufficienti. Non a caso il 56% degli italiani è insoddisfatto dei servizi sociosanitari per non autosufficienti sul territorio - sottolinea il Censis -. In realtà, l’unico strumento pubblico di integrazione dei redditi familiari è l’indennità di accompagnamento che conferisce alla persona beneficiaria un importo dal valore di 517,89 euro mensili».Nel Bresciano, a beneficiarne sono quindicimila persone, mentre la pensione di vecchiaia non raggiunge i mille euro al mese. Se vivere in una Rsa costa mediamente 1.800 euro al mese, pagare una badante formata a domicilio (retribuzione lorda comprensiva di tredicesima, ferie e tfr) ad assistere una persona non autosufficiente con convivenza per 54 ore la settimana costa circa duemila euro al mese. Stipendio che diminuisce, ovviamente, se ci si affida ad una assistente non formata per il lavoro che deve svolgere e che, a parità di impegno, è di circa 1.500 euro. Si tratta di costi lordi a carico del datore di lavoro e non del netto che va in tasca alla badante.
Servono agevolazioni
Ancora il Censis: «Non sorprende che il 75,6% degli italiani, che arriva al 77,3% tra gli anziani, chieda più agevolazioni fiscali per chi assume badanti». Dall’analisi dell’Osservatorio Domina sul lavoro domestico emerge che, in caso di non autosufficienza, in conseguenza ai nuovi aumenti, «solo il 4% dei pensionati può permettersi un’assistenza adeguata». Scrive l’Osservatorio: «Se pensiamo che la maggior parte dei datori di lavoro domestico ha almeno 60 anni, si può intuire che la principale fonte di reddito sia la pensione. Un anziano che ha bisogno di aiuto per le difficoltà crescenti dovute all’età dispone solo delle sue risorse personali, al massimo dell’indennità di accompagnamento (concessa in caso di totale invalidità). Il costo per l’assistenza, tuttavia, nella maggior parte dei casi supera la disponibilità finanziaria».WelfareDopo gli aumenti, il modello domiciliare scricchiola.
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