Dalla notte del 13 gennaio 2012, per mesi Francesca Paroni prima di andare a dormire è stata perseguitata da un rumore nelle orecchie. Era quello delle pale degli elicotteri che nelle tragiche ore del naufragio sorvolava la Costa Concordia, su cui lei - originaria di Bedizzole e residente a Lonato del Garda - era in vacanza con il marito Andrea Tosi e i due figli, che avevano 9 e 3 anni. «Una paura folle, che ci ha segnati».
A distanza di 10 anni, niente si è affievolito: «È come fosse ieri e non abbiamo intenzione di dimenticare. Nessuno di noi sopravvissuti ce l’ha» spiega Francesca, rivolgendo il pensiero alle 32 vittime del naufragio, di cui lei e i suoi familiari non fanno parte per pura fatalità.




