C’è una parte del naufragio della Costa Concordia che non conosciamo. È sempre stata raccontata come una storia «schettinocentrica»: tutti, dieci anni dopo, ricordano la telefonata con il comandante Gregorio De Falco e i gossip sull’ospite Domnica Cemortan in cabina di comando. L’autore Pablo Trincia - prima nel podcast «Il dito di Dio» (prodotto da Spotify Studios con Chora Media e scritto insieme a Debora Campanella) e poi nel libro «Romanzo di un naufragio - Costa Concordia: una storia vera» (edito da Einaudi) - ha cercato di dare voce a chi quella notte era bordo di quella nave.
«La Concordia non era solo un relitto semiaffondato al largo dell’isola del Giglio - spiega -, ma un micromondo che aveva una vita propria. Ci lavoravano persone, c’erano vite che si intrecciavano: una storia complessa, adatta a questo tipo di racconto molto approfondito, immersivo e seriale che ho sentito il bisogno di raccontare».




