Il passaggio di un incendio boschivo produce inevitabile amarezza. Scuro come il terreno incenerito è l’umore di chi osserva il lascito delle fiamme, desolante nella profonda mutazione arrecata al paesaggio nella sua visione complessiva e in quella puntuale, che fa segnare la scomparsa di tratti di sentieri, scorci e riferimenti abituali. La perdita del valore estetico non è tuttavia il solo esito nefasto dell’accadimento del fuoco nei contesti forestali, che rivestono, direttamente o indirettamente, numerose altre funzioni utili per l’uomo e per l’ambiente, e che si cerca di mantenere e di riavviare con interventi di carattere amministrativo e operativo.
Ne parliamo con Graziano Lazzaroni, dottore agronomo e direttore del Parco delle Colline di Brescia. «La prima attività da mettere in atto è di carattere amministrativo - spiega Lazzaroni - poiché la perimetrazione delle aree percorse dal fuoco e l’inserimento in un apposito catasto consente di attivare vincoli sul loro futuro utilizzo».


