Case, i prezzi di vendita restano alti: cresce la domanda (inevasa) di affitti

Per una città capoluogo in linea con i prezzi delle case in Lombardia, c’è una provincia che diventa invece sempre più richiesta e costosa. Potrebbe essere riassunta così la fotografia che emerge dall’Osservatorio trimestrale sul mercato residenziale lombardo scattata da «Immobiliare.it Insights», la proptech company del gruppo.
Aumenti
In uno scenario nel quale i prezzi degli immobili in Lombardia rallentano la propria corsa ma registrano ancora aumenti (dello 0,7% nell’ultimo trimestre, del 6,7% su base annua) all’ombra del Cidneo restano evidenti le difficoltà abitative, a partire dalle case in vendita: su 12 capoluoghi di provincia in Lombardia, Brescia si piazza nel mezzo dopo Milano (ben 5.301 euro al metro quadro), Monza, Como, Bergamo, Pavia e Lecco.
Nella città della Loggia le case costano in media 1.882 euro al metro quadrato, con un aumento del prezzo del 2,5% nell’ultimo trimestre e del 3,7% rispetto a un anno fa. E questo a fronte di un’offerta sempre inferiore di immobili disponibili in città (calata del 6,3% negli ultimi tre mesi e di quasi due punti percentuali in un anno) e di una domanda in aumento del 2,6%.
Gli affitti
Le tendenze degli affitti, invece, appaiono contrastanti: da un lato i rincari rispetto al 2022 sono evidenti e generalizzati, dall’altro sembra essere cominciata la parabola discendente dei prezzi. Così oggi Brescia si conferma una delle città meno economiche per le locazioni, anche se resta in linea con la maggior parte degli altri capoluoghi: in città la media si attesta infatti a 10,3 euro al metro quadro.
Nel riparto regionale, l’unica eccezione significativa è rappresentata dalla solita Milano, che spicca con ben 22,4 euro al metro quadro.
In provincia
È invece radicalmente diverso lo scenario in provincia, dove il Bresciano detiene il record lombardo sui prezzi alle stelle per le case in vendita, arrivate oggi a costare 2.092 euro al metro quadro - in progressivo aumento, di oltre il 2% negli ultimi tre mesi e di oltre il 4% in un anno. A concorrere all’exploit sono certamente le rinomate località rivierasche sul Sebino e soprattutto sul Garda, ma anche quelle montane particolarmente ambite dal turismo invernale, Ponte di Legno in primis. Eppure anche in provincia l’offerta cala drasticamente: in un solo anno si registra addirittura il 13,5% in meno di abitazioni in vendita, ma ci sono anche meno bresciani che cercano casa (-0,6%), forse anche a causa dei costi eccessivi. Di contro, è proprio il Bresciano la maggiore eccezione nel trend di crescita delle locazioni: mentre in quasi tutti i territori lombardi gli affitti crescono, in provincia calano del 6,1% - il dato più significativo della regione.
La forbice
C’è però un altro aspetto fondamentale nell’analisi dell’Osservatorio di Immobiliare.it: il rapporto tra le offerte e le domande degli affitti. Sia in città sia in provincia la forbice si allarga inesorabilmente. In un solo anno le offerte di locazioni in città sono calate in maniera vertiginosa del 14%, ma le domande sono cresciute di oltre il 50%. In provincia, invece, se le offerte restano in linea rispetto al 2022, le domande sono aumentate addirittura del 58,8%. Tradotto: i bresciani cercano più case da acquistare in città, ma in provincia più abitazioni in affitto. L’emorragia di immobili disponibili resta però diffusa.
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