Brescia e Hinterland

Brescia e Bergamo: per il 2023 cercansi treni e corriere

Scarsi i collegamenti alternativi alle auto. L’assessore Terzi: «Serve più trasporto pubblico»
In viaggio verso il 2023: in piazza Loggia il logo della Capitale della cultura - Neg © www.giornaledibrescia.it
In viaggio verso il 2023: in piazza Loggia il logo della Capitale della cultura - Neg © www.giornaledibrescia.it

Vicine per chi sceglie le autostrade e l’automobile, lontane per chi decide di usare il treno oppure la corriera. Brescia e Bergamo soffrono una storica carenza per quanto riguarda il trasporto pubblico, inversamente proporzionale ai bisogni e ai legami sempre più stretti fra i due territori

Un problema che l’evento del 2023 riporta in superficie. Qualche giorno i due sindaci, Emilio Del Bono e Giorgio Gori, in un dibattito qui a Brescia avevano proprio evidenziato l’esigenza di migliorare i collegamenti con l’occasione della Capitale italiana della cultura. In particolare il trasporto su ferro, non degno di due fra le città più sviluppate d’Italia. Sulla questione, parlando degli interventi infrastrutturali per il 2023, è intervenuta ieri l’assessore regionale ai Trasporti, la bergamasca Claudia Maria Terzi. 

«Stiamo lavorando sul trasporto pubblico locale - le sue parole - per far coprire queste distanze fra Brescia e Bergamo, che sono assolutamente sostenibili, in un modo diverso da quello dell’auto privata». Terzi sottolinea la necessità di un lavoro congiunto fra le due Agenzie del Tpl, che «si dovranno coordinare unitamente a Trenord per garantire i collegamenti» durante l’anno dell’evento. Ma anche dopo: l’obiettivo è pensare «a infrastrutture che rimangano nel tempo». Il presidente dell’Agenzia del Tpl di Brescia, Giancarlo Gentilini, conferma la necessità di fare dei passi in avanti.

«Stiamo ipotizzando l’avvio di un confronto con l’Agenzia di Bergamo per valutare cosa si possa fare», dice. L’evento del 2023, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), persino le Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026 «possono portare risorse per superare il gap strutturale nei collegamenti su ferro e su gomma fra le due città». Treno e autobus sono complementari: «Strutturare bene un servizio - continua Gentilini - significa ripensare anche l’altro in una logica integrata». Integrati.

L’obiettivo «sarebbe una intermodalità diversa, che favorisca una mobilità dolce alternativa al mezzo privato», chiude il presidente. In questo dialogo, per altro, è indispensabile avere come interlocutore Trenord, oltre alle due Agenzie provinciali del Tpl. Terzi ha commentato anche la richiesta già avanzata dai Comuni di Brescia e Bergamo di vedere raddoppiato il contributo dello Stato per la Capitale della cultura (di solito è un milione). «Il Governo - ha detto Terzi - dovrebbe cambiare rotta. Ben vengano i finanziamenti. Il residuo fiscale della Lombardia è di 54 miliardi: se da qualche parte ci restituiscono qualcosa per investire soprattutto nella cultura, siamo lieti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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