Il dolore non è mai passato. La rabbia nemmeno. E ora dopo mesi da quei giorni tra settembre e ottobre, un gruppo di famiglie ha deciso tramite un legale di chiedere i danni al Comune di Brescia.
Sono i genitori di alcuni dei bimbi mai nati i cui feti erano stati sepolti in piccole tombe all'interno del Cimitero Vantiniano, esumate su iniziative di Palazzo Loggia a fine dello scorso anno. Con tante, tantissime famiglie che lo hanno saputo solo ad operazioni finite, leggendo i giornali o scoprendo direttamente al cimitero che la tomba del figlio mai venuto alla luce o morto poco dopo il parto, non c’era più.
«É gravemente anomalo il fatto che in soli 19 giorni di lavoro sia stato eseguito un numero di esumazioni che eccede di oltre dieci volte il fabbisogno ponderato per due anni» scrivono i legali delle famiglie che hanno aderito all’iniziativa legale. «O è stata sbagliata la stima o è successo qualcosa che ha indotto a violare la pianificazione. In entrambi i casi, un simile discostamento avrebbe dovuto essere pubblicamente motivato».
E ancora: «Le esumazioni sono state svolte con tempistiche tali da escludere che abbiano avuto luogo con scavi dedicati per ogni singola sepoltura e accreditare l’evidenza che il campo sia stato fatto oggetto di uno scavo collettivo con relativa movimentazione della terra senza ricerca e prelievo dei resti organici».
Nella pec inviata alla Loggia gli avvocati aggiungono: «Tutte le esumazioni fatte in passato sono state precedute dall’apposizione dei bollini sulle tombe da esumare. La mancanza degli adesivi sulle esumazioni eseguite tra settembre e ottobre dello scorso anno, invece, ha dato un contributo determinante a che le esumazioni avessero luogo all’insaputa degli interessati». Per questa serie di motivi secondo gli avvocati delle famiglie dei bimbi mai nati: «i comportamenti posti in essere dal Comune Di Brescia sono gravemente illegittimi e hanno determinato la conseguenza che gli odierni istantinon potranno mai più raccogliersi davanti alle tombe dei propri cari».




