Bande giovanili, tra fake news e trasferte verso Brescia

Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia locale ci lavorano da oltre un anno. Da quando, dopo le restrizioni della pandemia, i ragazzini costretti in casa per mesi si sono riversati in centro e nei quartieri alla ricerca di quel «tempo perduto» tra Dad e attività sospese e in alcuni casi la voglia di tornare alla normalità si è trasformata in eccessi e purtroppo anche in veri e propri reati.
Ci sono però da fare delle distinzioni e nei diversi fascicoli aperti tra Questura, Comando e caserme del centro il concetto è ormai chiaro. Ci sono bande che, anche con il supporto di adulti, agiscono con un preciso fine criminale e ci sono gruppi che rispondono con la violenza, immotivata ed esagerata, ad ogni situazione in cui non ottengono quello che vogliono. La prima situazione è evidentemente materia principalmente per la Polizia giudiziaria, la seconda chiama in causa tutti, dalle famiglie agli educatori. In una serie di indagini, che hanno portato anche a degli arresti nei giorni scorsi, è emerso come gruppi di ragazzi minorenni o da poco maggiorenni il sabato pomeriggio cerchino ragazzini soli con al collo catenine d’oro che strappano prima di dileguarsi: per questo li chiamano «quelli delle gold», gli specialisti delle catenine.
Le indagini sono in corso ma trapela che nel mirino delle Forze di polizia oltre agli esecutori materiali delle rapine ci siano anche i maggiorenni che si occupano di ricettare l’oro rubato. La Polizia locale negli ultimi fine settimana ha identificato centinaia di giovani tra piazza Vittoria e piazza Mercato e scoperto che una parte consistente di loro arriva nella nostra città dalle province di Cremona e Mantova in gruppi di 15 o 20 con treni o bus di linea.
Si spingono a Brescia perché, dicono, «ci sono tantissime ragazze con cui provarci». Una leggenda che si scioglie nel giro di qualche ora. Ma ormai il viaggio è fatto e il pomeriggio prosegue e in qualche caso vira rapidamente verso alcol e vandalismi, liti innescate per il nulla e finite con il fuggi fuggi all’arrivo delle pattuglie prima di inseguire l’ultima corsa verso casa. Tra questi ragazzi, nelle aree tra piazza Vittoria e Corso Zanardelli, delusi da una parte e «caricati» dall’altra tutto è un pretesto per alzare le mani. Non è un caso se per gli sguardi ad una ragazza, sabato 16 ottobre, un 16enne è stato raggiunto da una coltellata o se «per futili motivi» si sono registrate risse e aggressioni. Una situazione simile a quella di altre città per cui si sta lavorando ma che, fin da ora, impone riflessioni a tutti i livelli.
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