La mostra? Si farà. Non ha dubbi Badiucao, l’artista attivista cinese ora esule in Australia, che sta lavorando in Santa Giulia all’allestimento dell’esposizione che aprirà il 13 novembre. «Sta viaggiando tutto sul binario giusto e come previsto - commenta - compreso l’intervento del governo cinese». Che tramite l’ufficio culturale dell’ambasciata in Italia ha espresso «insoddisfazione» per l’iniziativa di Brescia Musei e ha chiesto al Comune di Brescia di cancellare il progetto. Ricevendo un secco «no».
Badiucao: «Hanno minacciato la mia famiglia, ma vado avanti»
Il governo cinese minacciò i familiari dell'artista esule nel 2018 e nel 2019 facendo cancellare le mostre. A Brescia non accadrà

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Badiucao © www.giornaledibrescia.it
«Il governo cinese mi ha fatto la migliore pubblicità - ironizza l’artista -, forse pensavano che dopo aver cancellato le mostre a Hong Kong nel 2018 e a Sydney nel 2019 per le minacce alla mia famiglia, avrei ceduto anche stavolta, ma hanno sbagliato. Il silenzio dell’occidente sulle violazioni dei diritti in Cina ha favorito questa aggressività, ma stavolta il governo cinese ha sbagliato giudizio su di me, sul Comune di Brescia che ha dimostrato integrità e coraggio, e anche su se stesso».
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