Un disegno «in evoluzione» (anche) sulla scia delle istanze raccolte dal e sul territorio. Il progetto per ampliare e innovare l’autostrada A4 Brescia-Padova «incamera» la voce e le esigenze della nostra provincia sulla scia di quel «patto per le infrastrutture» diventato tavolo operativo. L’obiettivo è cogliere l’occasione degli investimenti in campo per realizzare la quarta corsia (al momento si parla di almeno 4 miliardi di euro) per implementare il progetto e traghettare risorse sul nostro territorio, dando così risposta - a cascata - alle esigenze infrastrutturali non solo del capoluogo, ma anche dei Comuni su cui «viaggia» la tratta autostradale. È esattamente questo ciò che, ieri pomeriggio durante il confronto a porte chiuse in Broletto, gli stakeholder locali hanno ribadito ai vertici della società, che si sono detti disponibili a investire su Brescia.
I punti fermi
Quale il punto di partenza? La realizzazione della quarta corsia sui 146 km della Brescia-Padova, una delle autostrade che non solo oggi è tra le più congestionate del Paese con il 30% di mezzi pesanti, ma che in prospettiva è destinata a vedere crescere il flusso del traffico del 6,5%, superando quota 95mila veicoli al giorno. Per questo l’A4 Holding (Gruppo Abertis) conta di presentare il progetto di fattibilità (istanze territoriali incluse) al Mit (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), dove il dialogo è avviato, entro l’estate del 2024, così da arrivare ad avere il progetto esecutivo entro il 2026.



