Anche il ministro all’Ambiente dice sì al patto-Brescia per le infrastrutture
Anche il ministro all’Ambiente e alla Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin sostiene la proposta dell’on. Maurizio Casasco (Forza Italia) - raccolto dalla politica e dalle associazioni di categoria - di un patto-Brescia sulle infrastrutture che parte dall’ampliamento della A4 per «catalizzare» fondi anche per gli snodi territoriali: dalle valli ai laghi, fino alla BreBeMi e al rilancio dell’aeroporto di Montichiari. «La realizzazione della quarta corsia sulla Brescia-Padova è un contributo alla decarbonizzazione» ha dichiarato il ministro interpellato dai giornalisti, a margine della kermesse Futura Expo che si è svolta a Brescia nei giorni scorsi.
Dopo l’ok a un patto bresciano per le infrastrutture da parte di Confindustria, Confapi, Camera di Commercio, Fai e Provincia di Brescia, il patto bipartisan dei parlamentari bresciani e il placet del ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, arriva quindi anche il benestare di Pichetto Fratin che ha voluto riconoscere l’utilità del progetto pure dal punto di vista ambientale.
«Sono d’accordissimo con Casasco - ha detto ancora Fratin - perché girando l’Italia mi rendo conto dove sono necessarie queste infrastrutture». Il riferimento in questo caso è all’autostrada A4 che nel tratto compreso tra Brescia Est e il passante di Mestre, nei 146 km dove dovrebbe nascere la quarta corsia, nel 2022 sono transitati poco meno di 90mila veicoli giornalieri, di cui il 30% mezzi pesanti e, secondo una proiezione di Holding A4, entro il 2040 dovrebbero arrivare a 95mila. «Noi dobbiamo togliere gli intasamenti - ha concluso il ministro - quindi la quarta corsia è un contributo alla decarbonizzazione».
Sulla tangenziale Sud
Intanto a rilanciare l’appello dell’on. Casasco e a sollecitare che «venga ascoltato anche dalla Loggia» è il frontman del centrodestra cittadino, Fabio Rolfi (Lega). «Vi sono nodi strutturali che interessano anche la città e che possono essere inseriti in questo ragionamento: la città non può essere spettatrice, segnando ancora una volta una mancanza di visione strategica, eppure l’Amministrazione non ha proferito parola» è il j’accuse rivolto alla Loggia, perché «non ha ancora proferito parola». Il consigliere comunale entra poi nel merito: «Il territorio cittadino è diviso in due dalla A4, che rappresenta a tutti gli effetti una autostrada urbana: la città ha il diritto di ragionare sulle opportunità che possono derivare dall’investimento su un’arteria che vedrà aumentare il traffico nei prossimi anni». L’invito alla Loggia è insomma «a farsi a sua volta parte attiva» affinché questo patto si traduca in realtà.
Rolfi punta l’accento anche su un altro fronte da mettere all’ordine del giorno del tavolo di lavoro: la tangenziale sud, «arteria trafficata e fondamentale per collegare città e Garda, oggi sempre congestionata nel tratto in cui terminano le tre corsie: l’ampliamento verso il Garda non può non essere considerato necessario. Brescia, come capoluogo e punto di riferimento di un’area vasta metropolitana, necessita di collegamenti più agevoli con la sua provincia. La BreBeMi ha portato in dote un miglioramento verso ovest e a nord procede, seppur lentamente, l’autostrada della Valtrompia. L’ampliamento della A4 deve quindi essere l’occasione per porre il tema dell’adeguamento della tangenziale sud» suggerisce il consigliere.
Che punta poi l’accento sulla mitigazione ambientale: «Bisogna ragionare anche sulle compensazioni ambientali. La forestazione urbana della fascia sud della città stenta a partire a distanza di vent’anni nonostante gli annunci e questo dovrebbe essere oggetto di riflessione» rimarca Rolfi. Che conclude con una stilettata politica: «Certo, serve però che la Giunta Castelletti si dia una svegliata...».
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