Stanno in piedi all’ingresso del magazzino di Folzano in cui viene gestito l’import-export Brescia-Ucraina. Attendono, parlano. Guardano in continuazione il cellulare alla ricerca di notizie dalla loro terra. Hanno sulle spalle 24-26 ore di viaggio, l’ultimo prima che scoppiasse la guerra. Sono gli autisti ucraini che, al volante di pulmini più o meno grandi, trasportano pacchi da Brescia all’Ucraina e viceversa.
I pericoli
In tempi normali riempiono i furgoni di scatole contenenti vestiti e cibo, perché, come ci racconta una signora, «anche a noi mancano i sapori del nostro Paese». Ora il magazzino è mezzo vuoto e il primo pulmino che partirà si sta riempiendo di coperte, medicinali e kit di primo soccorso. Tutte cose raccolte, nelle ultime ore, con l’aiuto dei bresciani. Sasha, ucraino di casa in città, ci spiega che mezzi come questi «non possono entrate nel Paese. Altrimenti gli autisti, avendo un’età compresa tra i 18 e i 60 anni, verrebbero trattenuti. Dall’Ucraina possono uscire solo le donne e i bambini».




