Brescia e Hinterland

Amministrative 2024, 143 Comuni al voto tra incognita affluenza e numero candidati

Atteso il via libera al terzo mandato nei paesi fino a 15mila abitanti e a quello «infinito» sotto i 5mila. Forse alle urne il 9 e il 10 giugno
Alessandro Carini

Alessandro Carini

Vicecaposervizio

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ELEZIONI, 143 COMUNI VERSO IL VOTO

L’attesa è doppia, se non tripla. Il conto alla rovescia verso le elezioni amministrative del 2024, che nella nostra provincia interesseranno 143 Comuni, è già partito, anche se la data della chiamata alle urne non è ancora ufficialmente fissata.

Con ogni probabilità sarà in calendario per il 9 ed il 10 di giugno, in contemporanea alle Europee, a comporre un corposo election day.

Detto della variabile meno incerta, ecco le altre due. Una, ça va sans dire, è per conoscere nomi, volti e storie politico-amministrative dei candidati, pochi dei quali sono già usciti allo scoperto.

L’altra, destinata a chiarirsi presto stante l’accordo tra i partiti (il provvedimento dovrebbe arrivare in febbraio, insieme alle norme elettorali contenute nel consueto Decreto elezioni del ministro dell’Interno), è relativa alla possibilità per i sindaci dei Comuni tra 5 e 15mila abitanti di proporsi per un terzo mandato consecutivo e per quelli dei Municipi sotto i 5mila residenti di candidarsi a prescindere dal numero dei mandati trascorsi alla guida del paese.

Questione non da poco, quest’ultima, visto che dei citati 143 Comuni bresciani convocati ai seggi, ben 38 sono nella fascia 5-10mila ed in sedici di questi il sindaco sta ultimando il secondo mandato di fila. Meno rilevante l’impatto della riforma per i «nostri» Comuni sotto i 5mila: dei cento sindaci, solo cinque stanno completando il secondo quinquennio in fascia tricolore.

Partecipazione

La norma è stata studiata per fronteggiare la difficoltà - ampiamente palesatasi negli ultimi anni - di reperire sul territorio persone disponibili a candidarsi al sempre più difficile ruolo di sindaco, che rappresenta l’istituzione più vicina ai cittadini ed è sempre più alle prese con difficili quadrature dei conti e dei servizi pubblici. Il tema della partecipazione al voto, peraltro, è ancor più stringente anche dal punto di vista dell’elettorato attivo.

Parliamo dell’affluenza, naturalmente, che cinque anni fa (nell’ultima tornata pre-Covid) nei Comuni bresciani (allora erano 147) raggiunse in media il 72,77%, meglio di quanto si registrò nel contemporaneo voto europeo (69,37%). Nei 17 Comuni alle urne alle Amministrative 2023 (tra cui il capoluogo) si è attestata solo al 58,13%, meglio comunque di quella delle Regionali dello stesso anno (45,32% nel Bresciano).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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