Di congressi territoriali per ora non si parla: la conferenza programmatica di Milano ha chiarito priorità, direzione e posizioni dicono i più. E lo ha fatto (questa è la tesi) al punto da convincere sempre più amministratori a unirsi a quella che il commissario di Brescia e vicecoordinatore regionale, Romano La Russa, definisce «la grande famiglia di Fratelli d’Italia».
Per questo, sabato mattina, era al Caffè della Stampa, in città: per presentare la nuova pattuglia di amministratori bresciani che hanno scelto di affiancare il loro nome al simbolo del partito di Giorgia Meloni. In totale si tratta di quindici persone, non tutte presenti alla conferenza stampa ufficialmente «per impegni».
I nuovi ingressi nel partito

Doppia sfida: dentro e fuori il centrodestra

Il concetto più importante sta però nell’inciso successivo: «Certo saremmo folli, come centrodestra, a dividerci, ma di certo non faremo in nessun caso la ruota di scorta di nessuno. Altrimenti, se così fosse, non escludo nulla». La Russa sostiene che nel Bresciano si è aperta la strada con la crescita nel capoluogo, dove in Consiglio comunale si è passati da uno a tre consiglieri.
L’ultimo entrato è Mattia Margaroli, oggi capogruppo di FdI in Loggia, che chiarisce: «Io stesso ho compiuto questo passo perché l’idea di Paese che Meloni e Daniela Santanchè propongono mi attrae. A Brescia è finito il ciclo di Emilio Del Bono: dobbiamo avere e abbiamo una classe dirigente all’altezza. L’obiettivo è crescere e portare competenze nuove». L’impresa riuscirà, dentro e fuori dalla coalizione?




