Brescia e Hinterland

Accoglienza, servono posti per i profughi afghani a Brescia

Per loro si era già mosso il Coordinamento provinciale progetti Sprar, che ora scrive a Draghi e Lamorgese
I primi profughi afghani arrivati nella base logistica dell’Esercito di Edolo, dove hanno trascorso la quarantena - Foto © www.giornaledibrescia.it
I primi profughi afghani arrivati nella base logistica dell’Esercito di Edolo, dove hanno trascorso la quarantena - Foto © www.giornaledibrescia.it

Dove vivono i e cosa ne sarà dei profughi afghani arrivati in Italia, e a Brescia, trasportati da Kabul in fretta e furia da un ponte aereo dell’aeronautica militare dopo che Stati Uniti ed alleati hanno lasciato il loro Paese?

Dopo la metà di agosto, nei giorni caldi dell’emergenza e non solo, il governo italiano aveva garantito agli Enti locali che avrebbe ampliato la disponibilità nel Sistema di accoglienza ed integrazione. In concreto, avrebbe finanziato ulteriori progetti mirati a dare un futuro più accettabile alle famiglie afghane. Una necessità, quella dell’ampliamento, dal momento che nel Bresciano i posti attualmente a disposizione sono 410, per dodici progetti che coinvolgono una trentina di comuni. E sono al completo. Ne servono altri, almeno una trentina di alloggi, per ospitare le 110 persone destinate alla nostra provincia, novanta delle quali già qui ed alloggiate «temporaneamente» nei Centri di accoglienza straordinaria.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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