«A Brescia contagi in calo, a fine aprile dati da zona bianca»

La curva dei contagi continua a rallentare, lo possiamo dire con un po’ di cauto ottimismo sulla base anche dei dati settimanali, più significativi per un’analisi rispetto a quelli quotidiani: non si è mai raggiunta la soglia dei mille casi, un dato al quale ci eravamo invece mestamente abituati nel periodo precedente.
Sulla base proprio di questi dati, la previsione dell’ingegnere Alberto Giovanni Gerli, fondatore e amministratore delegato della Tourbillon Tech srl che studia la pandemia attraverso l’applicazione di un modello matematico, parla chiaro: i casi continueranno a calare fino a circa 500 al giorno entro fine mese; non solo, un mese dopo, quindi alla fine di aprile, i dati per il Bresciano saranno da zona bianca.
Sempre ovviamente che tutto proceda senza imprevisti. Per quanto riguarda quindi la tendenza nel nostro territorio, ci ha spiegato l’ingegner Gerli, «il picco della terza ondata è di fatto già stato raggiunto nei giorni scorsi. Ora è iniziata la discesa che, con l’istituzione della zona rossa, potrebbe essere abbastanza veloce».
Le misure restrittive, per quanto ovviamente portino limitazioni alla nostra vita (e anche non pochi problemi economici), sono, in assenza di una corposa campagna vaccinale, l’unica opzione per abbassare la curva dei contagi.
Numeri ai quali guardiamo con speranza perché segnerebbero una significativa inversione di tendenza della pandemia, finalmente possiamo aggiungere. Non solo, come ormai ben sappiamo, da tenere sott’occhio, per il passaggio dei vari colori che ormai contraddistinguono il nostro agire, c’è l’incidenza dei positivi ogni 100mila abitanti, con quella soglia di 250 dopo la quale scatta la zona rossa; il 6 marzo l’incidenza era di 585 casi, poi è andata costantemente calando giorno dopo giorno: ieri è arrivata a 453. E la previsione è chiaramente che continui la discesa. Se la previsione su Brescia fosse azzeccata, come peraltro dimostrano i dati, vorrebbe dire scendere sotto all’ormai famoso limite dei 250 casi ogni 100mila abitanti a inizio aprile, per Pasqua.
Gerli ora, sulla base degli ultimi dati si spinge anche oltre: «A fine aprile il dato di Brescia sarà sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, quindi da zona bianca». Per allora anche la campagna vaccinale (pure in questo caso secondo le previsioni che ci vengono indicate) dovrebbe essere entrata nel vivo, per la pandemia da Coronavirus potrebbe essere un punto di svolta, quella famosa luce in fondo al tunnel che con caparbietà ci sforziamo di continuare a vedere. Ma che ora vediamo nitidamente.
Attenzione però: serve ancora moltissima attenzione, non possiamo certo dare nulla per scontato. I numeri della terza ondata, per quanto in fase calante, sono ancora pesanti: nel Bresciano si sono registrati più di 42mila casi in meno di tre mesi. Una media di 500 casi al giorno, ma con punte, vissute tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, ben oltre i mille contagi quotidiani. E così se a fine 2020 il numero dei positivi, nel nostro territorio, aveva toccato quota 41.960, ieri è arrivato 86.032. Ottimismo certo, ma, ripetiamo, con cautela.
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