«Sta benissimo ed è a casa sua» il diciannovenne della Bassa bresciana positivo alla variante indiana del Sar-Cov-2. Ad affermarlo è Claudio Sileo, direttore generale dell’Agenzia di tutela della Salute di Brescia. E conferma «che si tratta del primo, e per ora unico, caso di variante indiana nella nostra provincia». E rassicura sul fatto che «i vaccini attualmente disponibili sono in grado di immunizzare anche contro la variante indiana anche se, ovviamente, è opportuno conoscere il virus e continuare a studiarlo».
Il caso è stato isolato nel laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Asst Spedali Civili, diretto dal virologo Arnaldo Caruso. Il laboratorio è tra quelli in cui, per ragioni di salute pubblica, viene sequenziato un certo numero di campioni di materiale biologico prelevato alle persone durante il tampone molecolare. Per potere distinguere se un’infezione è determinata da una variante, infatti, è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto «sequenziamento» tramite il quale si determina la composizione esatta del genoma del virus. Un’analisi che non è a disposizione del pubblico ma che viene effettuata solo in centri specializzati per motivi di sanità pubblica.



