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L'INCHIESTA

Omicidio Mantovani, il sangue in casa è di uno degli indagati


Valsabbia
8 lug 2020, 12:16
Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Per i Ris di Parma non ci sono più dubbi. E lo hanno messo nero su bianco dopo un anno di indagini sul delitto di Jessica Mantovani. L'analisi sui reperti ha portato a risposte importanti sulla morte della donna ammazzata di botte, come stabilito dall'autopsia. 

Se sul cuscino che la 37enne aveva con sé quando è stata ritrovata senza vita un anno fa nel cassone della centrale idroelettrica di Prevalle, la ricerca di un profilo dna ha dato esito negativo per la scarsa quantità di materiale, lo stesso non si può dire per il coprimaterasso del letto di Giancarlo Bresciani, il 50enne con il quale la vittima ha passato l'ultima serata in vita e che è indagato a piede libero per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Sul lenzuolo sono state isolate tracce di sangue con doppio profilo, uno dei quali è di Jessica Mantovani. 

L'altro - era già stato detto - «non è di Giancarlo Bresciani» e i Ris hanno completato il quadro dopo che in una prima relazione avevano stabilito: «La traccia potrebbe essere interpretata solo per confronto diretto con un campione di sicura attribuzione». Serviva cioè un Dna riconducibile con certezza ad una determinata persona per paragonarlo con quello isolato. E ora la risposta è arrivata: «Sangue di un indagato». I Ris scrivono negli atti inviati a Brescia: «Dai prelievi è stato estrapolato l'aplotipo del cromosoma Y che corrisponde al tampone salivare di Marco Zocca». Ovvero il 23enne anche lui indagato per omicidio volontario e che ha sempre negato di conoscere tanto Jessica Mantovani quanto il co-indagato e vicino di casa Giancarlo Bresciani.

 

 

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