Bassa

Montirone, profanate altre due tombe per rubare ori e gioielli

Estratte e aperte le bare di due defunti di famiglia zingara. Era già accaduto alcuni mesi fa
Una delle bare estratte dai ladri - Foto © www.giornaledibrescia.it
Una delle bare estratte dai ladri - Foto © www.giornaledibrescia.it
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«Credevamo che i due precedenti di sepolture profanate riguardanti due fratelli della comunità zingara fossero solo casi sporadici. Invece ora che il fatto nella notte si è ripetuto, la preoccupazione delle persone che frequentano il nostro camposanto è cresciuta». Il commento è di quanti, all’indomani dell’ennesimo caso di tombe violate nel cimitero di Montirone, si sono trovati a misurarsi con uno spettacolo raccapricciante. «Le bare estratte dai loculi appartengono a persone decedute diversi anni fa, esponenti di famiglie zingare che un tempo abitavano a Montirone. Dopo i due fratelli oggetti delle attenzioni dei predatori alcuni mesi fa, ora questi due casi fanno accendere i riflettori dell’opinione pubblica su questi fatti, anche perché nel nostro camposanto ci sono altri esponenti tumulati che appartengono a questa estesa famiglia che da qualche tempo si è trasferita nel Torinese» conferma il sindaco Filippo Spagnoli.

L’inchiesta

Se sul fronte delle indagini il Comune non conferma alcuna voce che in queste ore sta girando per il paese («I carabinieri stanno indagando e sappiamo che hanno già raccolto molti elementi. Essendo attività in corso non intendiamo divulgare nulla che sia utile o che appartenga all’inchiesta» ha specificato il primo cittadino). Certo è che l’attenzione degli inquirenti è rivolta alla sepoltura ad oggi intatta della cosiddetta «regina» della famiglia. Una 49enne anche in questo caso morta diversi anni fa e che sarebbe stata sepolta con vari gioielli. «Nell’uso zingaro i morti vengono sepolti con beni di valore. Gli stessi oggetti ricercati in questa profanazione che ha un duplice scopo: ottenere un facile guadagno e dare un pregiudizio nella vita nell’aldilà al defunto» spiegano alcuni addetti ai lavori. Nello specifico il trafugare i beni «di conforto» del morto rappresenta un grave atto di spregio. Un oltraggio che si inserisce in una serie di faide non nuove in certe comunità.

Come detto è stata terribile la scena che si è presentata a chi è entrato il giorno dopo la profanazione delle due sepolture: le casse erano spalancate e i resti esposti all’aria. In almeno uno dei casi il profanatore è stato filmato dalle telecamere allontanarsi con un sacchetto preso da una bara. I gioielli lasciati nel feretro dai congiunti. Le indagini, come detto, sono in corso.

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