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Montirone, profanata un'altra tomba per rubare soldi e gioielli

L'obiettivo era il fratello del defunto inumato a poca distanza e nella stessa parete, il cui loculo è stato violato dieci giorni fa
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

Il cimitero di Montirone dove sono state profanate le tombe
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Il cimitero di Montirone dove sono state profanate le tombe

Dopo l'episodio di profanazione di una tomba nel cimitero di Montirone una decina di giorni fa, nella notte scorsa i ladri di gioielli e di soldi sono entrati nuovamente in azione. L'obiettivo era il fratello del defunto inumato a poca distanza e nella stessa parete. 

Il loculo è stato violato e la bara scoperchiata. I malviventi hanno agito nella notte e stamattina la scoperta macabra è stata segnalata alle autorità. La tomba è stata aperta e ne è stata estratta la bara. La salma, appartenente a un 31enne di una famiglia rom deceduto nel 2010 col fratello 28enne, era all’epoca residente a Montirone nel campo nomadi che dopo qualche anno fu smantellato.

La salma era probabilmente stata sepolta con gioielli o banconote come nell’uso delle comunità rom, secondo cui il defunto va inumato con vestiti adeguati, gioielli o qualsiasi altro oggetto che fosse con lui al momento del decesso. E proprio questi valori, legati alla tradizione, sarebbero stati al centro dell’attenzione dei ladri.

La salma apparirebbe frugata, con i panni destinati a custodire monili e gioielli abbandonati a terra. Non sono stati asportati i vestiti aggiunti nella cassa e gli altri oggetti, tra i quali creme da cosmesi e un cellulare. Sulla vicenda indagano i carabinieri della stazione di San Zeno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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