A Manerbio niente vecchia: si brucia la guerra
La parrocchia di Manerbio trasforma la tradizione: «Bruciamo la guerra, non la vecchia». A Manerbio il rogo simbolico che segna la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, quest’anno assume un significato nuovo e fortemente simbolico.
Al posto del tradizionale fantoccio, la Parrocchia ha deciso di bruciare un’installazione speciale che rappresenta la guerra, con missili e bombe, trasformando il gesto in un messaggio di pace.
L’appuntamento è fissato per questa sera alle 20.30, quando nel cortile della parrocchia verrà data alle fiamme una struttura preparata ad hoc dai volontari per l’occasione e anche chi vi prenderà parte porterà tutto ciò che non fa crescere la pace. Un gesto semplice ma carico di significato, pensato per richiamare l’attenzione su quanto i conflitti continuino ancora oggi a segnare la vita di milioni di persone.
Si brucia la logica della guerra
A spiegare il senso dell’iniziativa sono il curato don Luca Sabatti e il parroco don Alessandro Tuccinardi, che hanno voluto accompagnare l’evento con un messaggio chiaro: «Non c’è niente di più vecchio a questo mondo di ciò che ruba la vita e la pace! Stasera alle 20.30 bruciamo la… Bomba!».
L’idea nasce dal desiderio di trasformare una tradizione popolare in un momento di riflessione collettiva. Se un tempo il rogo serviva a «mandare via l’inverno», oggi la comunità parrocchiale vuole simbolicamente mandare via ciò che considerano davvero vecchio e superato: la logica della guerra. L’iniziativa coinvolgerà famiglie, giovani e bambini della comunità, che potranno assistere al rogo dell’installazione e condividere, al termine, un momento di festa e di speranza.
I salva-gente
Un gesto che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole ricordare che la pace non è solo un ideale lontano, ma una responsabilità che parte anche dai piccoli gesti delle comunità locali.
Così, a Manerbio, la tradizione si rinnova: le fiamme della «vecchia» quest’anno non bruceranno un fantoccio, ma un simbolo della guerra, per lasciare spazio a un messaggio di pace e di futuro. «Un salvavita – precisa il parroco – al termine del rogo infatti la parrocchia farà girare un salvagente come messaggio di speranza perché la gente possa essere salvata “salva-gente” e non affondata».
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