Italia-Singapore: le (dis)avventure di un lungo viaggio senza ali

Si chiama «Sempre ammesso che parta» e racconta le «(Dis)avventure di viaggio» in cui il suo autore si è imbattuto intraprendendo la traversata «Italia-Singapore senza aerei»: è il libro del monteclarense 29enne Matteo Rocca che, nel 2017, ha deciso di licenziarsi e partire per un anno alla scoperta di un bel pezzo di mondo, rinunciando alle ali dei mezzi aerei. È uscito di recente, autopubblicato, e si può ordinare su Amazon.
È «costruito» a due mani, quelle di Matteo, ma in realtà è scritto a quattro perché la particolarità della narrazione - tra reportage e diario, con qualche sfumatura romanzata - risiede nell’intreccio tra la penna di Matteo e la penna di Roberto, suo padre, che, «segretamente», da casa, ha raccolto i propri pensieri, ossia i pensieri di un papà che, per un anno, aveva suo figlio in giro per il mondo, all’avventura.
«Sempre ammesso che parta» nasce, oltre che dalla passione di Matteo per la scrittura (in futuro vorrebbe cimentarsi in un romanzo), anche dalla volontà di mettere il punto a un’esperienza forte, che ha destato curiosità. Ma potrebbe pure essere utile per chi è appassionato dello zaino in spalle: «Tra le righe, chi vuole intraprendere un viaggio simile può trovare qualche spunto, informazioni, indicazioni generali di budget... - commenta Matteo, che adesso è in Australia -. Alla base della struttura del libro ci sono i post che ho pubblicato sui social durante il periodo del viaggio, ma anche note mai pubblicate e soprattutto l’intreccio inedito con i pensieri di mio padre». La prefazione, in cui l’autore «parla» al lettore, fotografa perfettamente lo stile: «Se dovessi tradurre il libro in una situazione reale, saremmo io e te seduti al bar pronti ad affrontare la più informale delle chiacchierate. Quelle fatte di parentesi a non finire, dove i discorsi si accavallano intrecciandosi in una trama infinita che dove eravamo rimasti?», si legge.
Per il mondo
A proposito di «dove eravamo rimasti»... il viaggio di Matteo, dall’Italia a Singapore senza aerei, raccontato nel libro, è durato un anno ed è iniziato nel marzo 2017: da Montichiari a Udine, da Udine all’Austria per poi risalire l’Europa fino in Russia; e via in Mongolia, Cina, Giappone, Vietnam, Thailandia, Malesia ed ecco Singapore. Niente «ali», ma treni, navi, traghetti, pullman, autostop e una moto acquistata in Vietnam con la volontà di imparare a guidarla.
«Ogni giorno, una sfida - commenta Matteo -. Principalmente mi sono fatto ospitare dalle persone del posto e la mia "moneta di scambio" era insegnare un po’ di cultura italiana; in Mongolia, invece, ho fatto il pastore ricevendo in cambio vitto e alloggio. Mentre, in un altro momento del viaggio, ho lavorato da remoto editando video per una scuola di danza di Bali. Una volta arrivato a Singapore, ho preso l’aereo e sono andato in Australia. Da allora, sono già rientrato in Italia, e ora mi trovo ancora in Australia, ma non in viaggio: qui conduco una vita normale. Nel prossimo futuro, però, mi piacerebbe visitare i Paesi del mondo che mi mancano all’appello, ossia l’America e l’Africa, però in modo più lento». Per info sul libro, scrivere al profilo Instagram «teo.rocca» (Matteo Outdoor Photography).
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