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LA CONSEGNA

Diavoli Rossi, atterrato a Ghedi il primo aereo F35 del 6° Stormo

Salvatore Montillo

Bassa
16 giu 2022, 11:26
A GHEDI E' ATTERRATO L'F35

Alle 10.36 è atterrato all’aeroporto militare di Ghedi il primo F35 «Lightning II» assegnato al 6° Stormo dell'Aeronautica militare dei Diavoli Rossi. Il velivolo di quinta generazione e di fabbricazione americana, è il primo esemplare in forze al reparto che da 40 anni vola con i Tornado, destinati alla progressiva dismissione.

Alla cerimonia per l'atterraggio, oltre ai vertici dello Stormo, erano presenti il generale Alberto Biavati, Comandante della Squadra Aerea (già pilota dei Diavoli Rossi al tempo di Desert Storm), e il generale Francesco Vestito, Comandante della 1^ Regione Aerea (già comandante del 6° Stormo). Molte le autorità presenti, il prefetto di Brescia, alcuni sindaci e il presidente di Confindustria Brescia, Franco Gussalli Beretta, per un passaggio che segna un'epoca nella storia del volo militare italiano e in particolare per quella dei Diavoli Rossi.

Quella di oggi è stato un evento dal valore simbolico, visto che l'F35 con ogni probabilità non resterà per ora a Ghedi: raggiungerà gli altri F35 già in forza al 32° Stormo sulla base di Amendola (Foggia), dove verrà effettuata la fase addestrativa (il cossiddetto «passaggio macchina» dei piloti): a Ghedi tornerà verosimilmente alla fine estate, quando saranno ultimati i lavori di adeguamento della base (interventi da svariati milioni di euro che hanno previsto la realizzazione di 30 ricoveri corazzati, oltre all'introduzione dei simulatori di volo, indispensabili dal momento che non esiste versione addestrativa biposto dell'F35).

L'avvento dell'F35 segna il passaggio ad un velivolo ipertecnologico (considerato una sorta di computer con le ali), dotato di sensoristica e sistemi avionici che forniscono in tempo reale un'infinità di informazioni al pilota. Il quale ora volerà da solo: sparisce, infatti, l'equipaggio a due componenti, pilota e navigatore, reso consueto proprio dal Tornado.

L'F35 è stato scelto anche da numerosi altri Paesi: Israele, Gran Bretagna, Canada, Australia, Giappone, Corea del Sud, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia, Singapore, Finlandia, Norvegia, Germania, Grecia e persino Svizzera. Circostanza che integra ulteriormente l'operatività dell'aviazione italiana a livello internazionale con i Paesi della Nato o comunque del blocco occidentale.

Il costo del progetto, negli Usa come in Italia, non ha mancato di suscitare polemiche. Il nostro Paese ha ridimensionato il numero di esemplari acquistati a 90, 30 dei quali nella versione B a decollo verticale, metà dei quali destinata alla Marina per operare nella fila della flotta imbarcata.

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