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LE INDAGINI

Desirèe, una traccia biologica per riaprire il caso


Bassa
30 mar 2019, 08:30
Desirèe Piovanelli © www.giornaledibrescia.it

Desirèe Piovanelli © www.giornaledibrescia.it

Leno come Gorno. L'ombra di ignoto 1 aleggia sul caso di Desirée Piovanelli. Una vicenda chiusa definitivamente con quattro condanne, ma che la famiglia della 14enne uccisa nella Cascina Ermengarda nel settembre del 2002 vuole riaprire convinta che dietro il delitto ci fossero anche altre persone oltre ai coinvolti che sono stati giudicati colpevoli.

E a sbloccare il caso potrebbe essere la scienza così come accaduto con l'omicidio di Yara Gambirasio. Sul giubbino che indossava Desirée quando venne ritrovata cadavere nel cascinale abbandonato a pochi metri da casa, è stata trovata una traccia biologica. Sul gomito destro e sul costato. Non oggi, ma già nei giorni delle indagini.

«Questa traccia può essere decisiva per identificare colui che potrebbe essere sospettato di aver partecipato al delitto» spiega l'avvocato Alessandro Pozzani, legale di Maurizio Piovanelli, il padre di Desiree. 

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