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Dai videogame alla maxi Nutella: i mosaici speciali di Rovatinsky

L’artista «segreto» ci apre la sua casa studio a Calcinato. In primavera terrà una mostra a Montichiari
Una delle opere di Rovatinsky - Foto dal profilo Instagram @rovatinsky
Una delle opere di Rovatinsky - Foto dal profilo Instagram @rovatinsky

L’obiettivo non dichiarato di Alberto Rovati, in arte Rovatinsky, è portare colore là dove non ce n’è abbastanza: un messaggio di speranza, ma anche di spensieratezza, che lui tende a non voler sbandierare, ma che appare limpido a chiunque lo segua da un po’. A Calcinatello, dove vive, ma che è anche tra le terre più martoriate della nostra provincia, così come in molte altre località del Bresciano. E così i suoi coloratissimi mosaici spuntano in ogni dove.

Ha poco o nulla dell’artista di strada dell’immaginario collettivo: 42 anni, Alberto Rovati è un rappresentante di materiali per il settore termoidraulico. Cappotto abbottonato e camicia stirata, il suo laboratorio è tutta la sua casa. Ha cominciato nel 2019. Prima una passione tenuta segreta, poi il segreto è diventato di Pulcinella: «Ho cominciato ad attaccare i primi mosaici senza che nessuno sapesse che fossero miei. Piccoli protagonisti di videogiochi, i più semplici da realizzare. Poi, la frazione è piccola e la voce si è sparsa: inutile continuare con l’anonimato».

Rovatinsky è rimasto solo Rovatinsky, senza un’identità nota, per circa un anno e mezzo. Ora, invece, sono pochi a non sapere chi si celi dietro quei piccoli mosaici: solo a Calcinatello, una cinquantina. E di ogni genere. Lo spunto gli arriva dal quotidiano: può arrivare prima la location e poi il mosaico, o viceversa. Le prime volte che si è trovato faccia a faccia con muro, colla e tessere, «mi tremavano le gambe», ora ci ha fatto l’abitudine. E così dà sfoggio alla fantasia.

Personaggi o emblemi del mondo game, dei cartoni animati, animaletti simpatici e volti celebri, come il Roberto Baggio pixellato fuori dallo stadio Rigamonti, o il Silvio Berlusconi che per ora è imballato nella sua «casa studio» e che è destinato a finire in mostra (e sarà la seconda della sua carriera, ma la prima a «identità svelata») questa primavera a Montichiari. Ci sarà tutto l’universo Rovatinsky: i suoi strumenti musicali, le sue straordinarie barrette di cioccolato e i cioccolatini, pure una mega Nutella alta un metro e venti. Ah: realizza anche gioielli. Ha preso spunto da un artista francese e ora, in Italia: «Siamo solo in quattro a fare questo genere di arte». Vanno a ruba. Ha cominciato dalle fioriere di casa, decorate con segni zodiacali, e ora è arrivato ovunque: c’è chi gli commissiona lavori a tema con il proprio negozio, chi invece ne chiede per la propria casa. C’è addirittura chi li ruba, ma lui li rimette. I più, però, è lui che li regala: quelli di Calcinatello, quelli che sono spuntati in città, a Bedizzole, sul Garda, a Desenzano, Moniga e Padenghe.

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