Bassa

Addio a Saurgnani, medico per sempre di anime e corpi

Era un chirurgo dell’ospedale di Orzinuovi. È morto a 82 anni, lunedì il funerale
Il dottor Angelo Saurgnani - © www.giornaledibrescia.it
Il dottor Angelo Saurgnani - © www.giornaledibrescia.it

Carisma e fascino, una fisionomia alta, d’impatto quasi severa e subito aperta all’incontro con una sguardo dolce. Angelo Saurgnani, medico per sempre, medico chirurgo all’ospedale di Orzinuovi, se n’è andato via a 82 anni, segnando il paese di un’assenza che stringe il cuore. Migliaia di anime e di corpi hanno avuto modo di conoscerlo nelle corsie della trepidazione e della rassicurazione; in un ospedale che fu un «paese bianco nel paese», ad ogni ora del giorno e della notte.

Lui, il dott. Angelo Saurgnani, i colleghi Gianfranco Lombardi e Giorgio Gallina, una terna di personaggi che ci sono sempre e si immagina che permangano curatori del corpo e della speranza, in corsia e in piazza. Nato a Torino, cresciuto a Napoli, medico militare all’aerobase di Ghedi, il dott. Saurgnani era approdato negli anni Sessanta all’ospedale di Orzinuovi, circa nello stesso periodo in cui, dall’Oltrepo pavese erano saliti prima il dott. Lombardi e quindi, a ruota, il dott. Gallina. Furono inseparabili, nella professione e nell’amicizia. Vissero l’ospedale come la casa, rappresentarono un’epopea incominciata con altri medici orceani, il dott. Bodini, Gorio, Pezzola, Sartorio. E quindi vennero alcuni dei loro figli.

Il dott. Saurgnani è stato un uomo di bontà e di generosità, comprensivo e disponibile a infilarsi il camice e a stare accanto al primario, prof. Silani, allora mito della chirurgia non solo bresciana. Avrebbe meritato di essere primario, fu un vice di lusso e per i pazienti, di fatto, primario. È stato un personaggio di autentica mitezza, senza perdere i valori civili e politici di fondo in cui ha creduto, mai acredine, mai rancore. Personaggio a viso aperto, lo abbiamo ascoltato spesso in Consiglio comunale, quando da consigliere preparato e con interventi intonati, senza sconti, incalzava sindaco e giunta di turno.

Negli ultimi tempi lo si incrociava là in fondo al paese, ai giardini, nel passaggio lungo prima del tramonto, con il suo piccolo cane. Lui lasciava lì un filo di sorriso, quasi un raggio di malinconia e rimproverava per un ospedale nuovo mai nato per le miserie dei campanilismi e dei personalismi. Si dice sempre della mancanza di chi se ne va, ma adesso si sente proprio il vuoto che lascia questo medico-personaggio-cittadino esemplare, schietto e umanissimo.

Il funerale sarà lunedì alle 10 nella parrocchiale. Sua moglie Marisa e le due figlie sentiranno il conforto di un’intera comunità, nel giorno dell’addio, che nella parrocchiale di Orzinuovi governata da don Domenico Amidani, si definisce come un arrivederci. Ci si rivedrà, concittadino stimato, e se ci sarà la stessa luce prima della sera, come quella laggiù ai giardini, appena si reclama l’ospedale che non c’è, che oltre e altrove si vedrà e si vivrà, allora sarebbe bellissimo.

 

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