Ambiente

Un milione di euro per salvare i boschi bresciani dal bostrico

Lo stanzia la Regione alle Comunità Montane: serve per l’esbosco e il trasporto del legname ormai infetto
Il bostrico ha compromesso molti boschi bresciani, soprattutto in Alta Valtrompia - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il bostrico ha compromesso molti boschi bresciani, soprattutto in Alta Valtrompia - Foto © www.giornaledibrescia.it

Quasi un milione di euro dei due milioni complessivi stanziati dalla Regione per risolvere i danni arrecati ai boschi dal bostrico è destinato al territorio bresciano. Per la precisione ammontano a 917mila euro i fondi che arriveranno nelle casse delle Comunità montane della Valtrompia, della Valcamonica e della Valsabbia affinché possano sostenere interventi in favore delle aree boschive attaccate, specie in seguito alla Tempesta Vaia, dal bostrico.

Quest’ultimo è un insetto grosso circa 5 millimetri che si nutre del legno e depone le proprie uova al di sotto della corteccia delle piante di abete rosso. Una volta venute alla luce, le larve di bostrico scavano delle gallerie simmetriche e si nutrono del floema, il tessuto che trasporta la linfa nelle piante, uccidendole.

Una vera e propria ecatombe che si è abbattuta con particolare veemenza sul territorio dell’Alta Valtrompia, in particolare nei comuni di Irma, Bovegno e Marmentino. Le risorse. Non a caso spetta proprio alla Comunità montana triumplina il contributo più ingente, pari a 566.783 euro, di quelli assegnati (sulla base degli ettari di superficie danneggiata e del valore del legname) dall’assessorato all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi guidato da Fabio Rolfi. Seguono la Valcamonica con 281.690 euro e la Valsabbia con 68.548 euro.

Un primo passo per arginare il problema è consistito nell’installazione di esche e trappole a feromoni al fine di monitorare l’evoluzione dell’infestazione e limitarne l’ampliamento. Per sedare e contenere quella che è una vera e propria emergenza naturale è però indispensabile provvedere urgentemente alla rimozione delle piante «bostricate», affinché la parte di bosco fino ad ora sana non venga intaccata.

Ed è proprio nell’ambito di questa delicata operazione che la Regione, dopo gli appelli lanciati dai sindaci lo scorso agosto, è intervenuta stanziando il denaro necessario a bandire le gare e affidare alle ditte i lavori di esbosco e trasporto del legname infetto. «Abbiamo liberato le risorse in tempi brevi affinché i territori possano compiere gli interventi prima dell’arrivo della neve approfittando di questo autunno, che per ora è abbastanza caldo», spiega Rolfi.

Certo non sarà una operazione facile, almeno non fino in fondo: «Molte imprese boschive sono oberate di lavoro», afferma l’assessore. Senza contare la spinosa questione legata alla vendita della legna raccolta che, benché possa essere recuperata per ricavarne pellet e biomassa, fa il suo ingresso in un mercato già saturo dopo Vaia. Bioenergia. «Questo problema insegna che si dovrebbe imparare a sfruttare meglio e al meglio le risorse che il bosco offre - conlude l’assessore Rolfi -: i territori in cui il bostrico ha colpito maggiormente mancano di una filiera bosco-legno che, oggi come oggi, apre a scenari molto interessanti come quello della bioenergia». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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