Per celebrare i traguardi importanti alcuni scelgono una rosa, altri un’ortensia o una Iris. E se la intitolano. Il Garden club Brescia per i suoi primi 50 anni, invece, ha optato per un pomodoro, anzi il «Pomo d’oro».
E così Brescia ha stupito gli altri sodalizi del Paese lanciando - probabilmente - una nuova tendenza. «Te ne sei inventata un’altra» hanno detto dall’Associazione giardini italiani alla presidente Annamaria Manfredi che, con la praticità e l’essenzialità che contraddistingue i giardinieri, spiega che la scelta è caduta su questa verdura perché «modesta», ma che sa «racchiudere in sé l’avventura del mondo» ed è un «ortaggio che incontra la storia e i ricordi di tutti noi».
Il simbolo
Il «Pomo d’oro del Garden club Brescia» nasce dalla collaborazione tra l’associazione e Marco Gramaglia, vivaista e profondo conoscitore del mondo botanico: dopo due anni di ricerche e prove infruttuose, e una visita all’Orto botanico di Astino, nella Bergamasca, è stata trovata la semenza di questo pomodoro giallo (non un ibrido, quindi replicabile per seme negli anni con uguali risultati), di media grandezza, dal sapore delicato; un ortaggio rustico, facile da coltivare, capace di esprimere ricerca, qualità botanica, valore simbolico e sensibilità verso la biodiversità. «E per il mezzo secolo - dice la presidente - non poteva che essere d’oro».

Un gioco di parole e un «divertissement» che richiama il colore caldo e luminoso del frutto ed evoca «un patrimonio prezioso, fatto di conoscenza, passione e tradizione che il Garden club Brescia coltiva e trasmette da cinquant’anni».
La diffusione
Inizialmente semi e piantine di 10 centimetri, presentate ufficialmente a «Fiori nella Rocca» qualche settimana fa, sono stati regalati ai soci, ma è stato chiesto a coloro che li hanno ricevuti di regalare i frutti e di ricavarne semi che porteranno chissà dove il nome del «Garden club Brescia».
«I semi – sottolinea Manfredi – richiamano al futuro e sono un invito a prenderci cura dell’orto e delle piante che ricambieranno con un "invito" a pranzo». Il nome «Pomo d’oro» - dettaglio non trascurabile - richiama anche alle origini dell’ortaggio venuto dalle Americhe, storicamente definito così proprio per il suo colore.
Il sodalizio
Non pensate che il club sia un’associazione polverosa frequentata da signore col cappello di paglia e il cesto di vimini pieno di peonie e rose appena raccolte nel loro giardino come i film - perlopiù inglesi - ci hanno insegnato: il Garden club Brescia è una realtà che negli ultimi anni ha fatto della dinamicità la sua parola d’ordine. Sono una settantina le socie di varie età: coltivare un giardino - che sia in piena terra, in vaso o sul terrazzo - sta tornando di moda.
Abbiamo le socie storiche - dice la presidente -, ma anche molto più giovani». E per loro Manfredi, alla guida del club dal 2022, organizza conferenze e viaggi.
«Ogni anno scelgo un tema - spiega -: lo scorso anno ho puntato sui labirinti, dato che la vita stessa lo è, quest’anno sui colori. Per il 2027 ho già scelto, ma come sempre lo svelerò in estate». E questo «fil rouge» accompagna le appassionate anche in giro per l’Italia e l’Europa. «Per i prossimi anni - conclude Manfredi - vorrei che fiorissero i tanti semi che abbiamo lanciato».




