Ex Cave Rocca: dopo anni inizia la rimozione dei rifiuti pericolosi
Alle 12 di ieri mattina, con la partenza dei primi mezzi pesanti in direzione Novara, sono ufficialmente iniziate le operazioni di rimozione dei rifiuti pericolosi dalle ex Cave Rocca, nella campagna di Fiesse al confine tra le province di Brescia, Cremona e Mantova.
Si apre così la fase decisiva per risolvere una criticità ambientale che grava dal 1998, anno in cui l’abbandono dell’area da parte della proprietà ha lasciato in eredità un ingente accumulo di materiali.
Sostanze
L’intervento avviato ieri si concentra sul «Cumulo 1», il principale: una massa complessiva di 32.660 metri cubi, per la quale è stato predisposto un progetto di rimozione da articolare in 10 lotti complessivi.
È composta da una miscela di rifiuti costituiti da inerti (prevalentemente sabbia) frammisti a polveri di abbattimento dei fumi di acciaieria identificati dalla ditta Cave Rocca con il nome «compoinerte», derivanti da un impianto di trattamento rifiuti non autorizzato, cessato da tempo e il cui abbandono risale al 1998.

Tale materiale presenta una tossicità dovuta all’alto contenuto di metalli pesanti e composti organoclorurati, rendendo la rimozione una misura indispensabile per eliminare il danno ambientale.
I monitoraggi di Arpa, che proseguiranno anche nei prossimi mesi, hanno evidenziato la forte presenza di Cromo 6 e altri valori inquinanti nelle acque di falda. Dopo una prima fase di allestimento del cantiere, che ha visto la posa di speciali teli protettivi per isolare i materiali, si è passati ora alla rimozione vera e propria.
Prossimi step
I rifiuti vengono trasportati verso impianti specializzati solo dopo rigorosi controlli e analisi di laboratorio. L’obiettivo è concludere questa prima fase di lavori entro la primavera.
Una volta rimossi i materiali, verranno effettuati test approfonditi sul terreno per certificarne la pulizia e restituire l’area alla sua naturale vocazione agricola e verde. Per questa prima fase la Regione ha stanziato due milioni di euro nel novembre 2024.
Nel frattempo, la Giunta regionale ha già provveduto nelle scorse settimane a finanziare il secondo lotto – da realizzarsi nel corso dell’estate – con ulteriori due milioni e l’impegno è garantire tutte le risorse necessarie per i successivi lotti fino alla completa rimozione.
Lavoro di squadra
«Dopo decenni di attesa, la Regione è intervenuta per risolvere questa annosa ferita. Ciò dimostra come, tramite stanziamenti mirati e una sinergia con i Comuni, sia possibile risolvere criticità ambientali complesse», dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione affiancato dai vertici di Arpa, Fabio Cambielli e Luisa Pastore.
«Un giorno importante per la comunità di Fiesse, perché dopo 26 anni si dà avvio alla rimozione dei rifiuti nel sito ex Cave Rocca. Quando le Amministrazioni pubbliche dialogano e lavorano in sinergia per il bene dei cittadini e dei territori, i risultati sono evidenti», aggiunge il sindaco Sergio Cavallini.
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