Ambiente

Depuratore del Garda, progetto da rivedere o impianto da spostare

Le norme europee prevedono che sia dotato di campi fotovoltaici che Montichiari e Gavardo non possono ospitare: ecco le nuove ipotesi
Enrico Giustacchini
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Depuratore, le norme Ue e i dubbi

Forse una svolta, e non da poco, nella vicenda del futuro depuratore del Garda. A darne notizia sono i sindaci dei comuni che sorgono lungo l’asta del fiume Chiese, una cui delegazione è stata ricevuta ieri dal prefetto, nonché commissario straordinario per l’impianto di depurazione, Andrea Polichetti.

Nuovi scenari

Gavardo e Montichiari potrebbero non essere più le sedi dell’impianto di raccolta e di trattamento delle acque reflue provenienti dalla sponda bresciana del Benaco. Una serie di verifiche avviate e tuttora in corso, anche a seguito delle difficoltà oggettive dei due siti a garantire l’autosufficienza energetica prevista dalle normative europee, sembrerebbero portare a una scelta diversa, con un unico depuratore da realizzare in altro Comune, capiente a sufficienza per ospitare, come chiede la direttiva europea, anche impianti fotovoltaici in grado di soddisfare il suo fabbisogno energetico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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